Sanità – Via libera della Quinta commissione al Bando che individua aree di ricerca e modalità di intervento della Ricerca sanitaria

Sanità – Via libera della Quinta commissione al Bando che individua aree di ricerca e modalità di intervento della Ricerca sanitaria

(Arv) Venezia 7 set. 2017  –        Saranno due i milioni di euro che la Regione del Veneto destinerà nel 2017 alla Ricerca sanitaria finalizzata regionale tramite il Bando, oggetto del Parere alla Giunta n. 222, che ha ricevuto all’unanimità il via libera da parte della Quinta commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto.

A darne l’annuncio, a margine dei lavori, il Presidente della Commissione Fabrizio Boron (Zaia Presidente). “Si tratta di un provvedimento, quello approvato oggi in Commissione Sanità, che si inserisce nel solco tracciato dalla Regione ormai da oltre un decennio: tra il 2004 e il 2014, infatti, il Veneto ha già stanziato a questo scopo oltre 20 milioni di euro. Non appena incardinato all’Ordine del giorno, la Commissione Sanità ha esaminato il Parere ed ha votato immediatamente il proprio via libera di competenza, quasi a voler rimarcare l’importanza di questo Bando: la Regione del Veneto si prepara ad investire risorse proprie nell’ambito della ricerca, un investimento dal quale ci attendiamo ricadute positive per la sanità veneta. Siamo convinti infatti che ogni euro investito nella ricerca abbia un alto valore intrinseco perché saranno accresciute le conoscenze nel settore sanitario e l’investimento fatto sarà recuperato in termini di servizi al cittadino ed a favore della comunità: la ricerca sanitaria, infatti, è parte integrante del SSN, supporta lo sviluppo delle competenze scientifiche e migliora le capacità di risposta del sistema sanitario, ed a guadagnarci è la salute della popolazione”.

“La Ricerca sanitaria finalizzata, inoltre, innesca un ulteriore ciclo virtuoso: le risorse stanziate dalla Regione – aggiunge Boron – saranno destinate a progetti di ricerca presentati non solo dalle Aziende sanitarie e dagli IRCCS del Veneto, ma anche da soggetti pubblici e privati operanti nel territorio regionale nel campo della ricerca sanitaria, in particolare dalle Università degli Studi”.

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(Consiglio Veneto)

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