Sicurezza ambientale – Berlato (FDI-AN-MCR): “Il sito di Ca’ Emo ad Adria è una potenziale bomba ecologica: la Giunta regionale intervenga”.

Sicurezza ambientale – Berlato (FDI-AN-MCR): “Il sito di Ca’ Emo ad Adria è una potenziale bomba ecologica: la Giunta regionale intervenga”.

(Arv) Venezia, 13 sett. 2017 – “Con una interrogazione alla Giunta regionale depositata in Consiglio, il Gruppo Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale accende i riflettori su un sito di stoccaggio e trattamento di fanghi industriali situato in località Ca’ Emo nel Comune di Adria, dove parrebbe esserci un potenziale pericolo di inquinamento”. Ad annunciarlo, tramite una nota, il Consigliere regionale e Coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, Sergio Berlato.

“La situazione di gravità oggetto dell’interrogazione – prosegue il Consigliere – ci è stata evidenziata dall’Assessore comunale di Adria Giorgia Furlanetto, esponente locale di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Questo sito purtroppo è già notoriamente conosciuto perché il 22 settembre del 2014 fu teatro di un tragico incidente che costò la vita a 4 persone a causa di una nube tossica fuoriuscita da una cisterna contenente acido solforico. A seguito di tale evento, la magistratura mise sotto sequestro il sito e dopo varie indagini si aprì un processo penale nei confronti di sei imputati per omicidio colposo e reati ambientali. Le indagini su un presunto traffico illecito di rifiuti sembrerebbero ancora in corso”.

“Ora, indipendentemente dal processo penale e dalle ulteriori indagini tramite le quali la Procura avrà tutti gli elementi per stabilire le responsabilità e far chiarezza su una situazione di presunto illecito, quello che preoccupa – evidenzia Berlato – è la presenza di materiale altamente inquinante stoccato ancora nel sito di Ca’ Emo che potrebbe provocare un disastro ambientale se non rimosso e trattato con tempestività. Ci sono sicuramente procedure di intervento che prevedono iter burocratici seguiti dalla Provincia, dal Comune e dalla ditta che ha sostituito nella gestione l’azienda coinvolta nelle indagini ma la priorità adesso è mettere in sicurezza l’area”.

“L’alto rischio di inquinamento, che potrebbe pregiudicare la salute della popolazione, e le disastrose conseguenze ambientali – conclude Berlato – sono i motivi per cui sollecitiamo la Regione ad intervenire al fine di velocizzare le operazioni di smaltimento rifiuti ed eliminare ogni pericolo”.

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(Consiglio Veneto)

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