Pfas – Guarda (AMP): “Quali basi scientifiche giustificano l’adozione della plasmaferesi da parte della Regione?”

Pfas – Guarda (AMP): “Quali basi scientifiche giustificano l’adozione della plasmaferesi da parte della Regione?”

(Arv) Venezia 13 ott. 2017 –       “Non risulta esistere letteratura scientifica che attesti la plasmaferesi quale trattamento da adottare nei casi di contaminazione da Pfas. Eppure la Regione ha deciso di sottoporre i cittadini che sono risultati più esposti a questa terapia, compresi i giovanissimi sotto i 14 anni. Ritengo sia doveroso che la Giunta dica con chiarezza quali siano le basi scientifiche che giustificano questa decisione. Se infatti è giusto trovare soluzioni che aiutino i cittadini, questo va fatto bene, rispettando le prassi della ricerca clinica e garantendo la piena sicurezza etica del trattamento”.

Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Cristina Guarda (AMP) che informa “di aver presentato un’interrogazione sulla vicenda. Mi riferisco, in particolare, alla deliberazione di Giunta n. 851 dello scorso 13 giugno, con la quale è stato dato avvio all’adozione della plasmaferesi (procedura terapeutica che permette la separazione del plasma dalla componente cellulare e la rimozione di sostanze tossiche in esso presenti) affidandola all’Ulss Berica e all’Azienda Ospedaliera di Padova. All’ospedale San Bortolo di Vicenza accedono tutte le persone, quasi tutti ragazzi e giovanissimi, che ai test dello screening hanno rivelato concentrazioni di Pfoa (acido perfluoro-ottanoico) fra i 100 e 200 nanogrammi. Padova, invece, fa da riferimento per i soggetti con valori di Pfoa superiori ai 200”.

“Le Linee guida della Società Americana di Aferesi, che vengono citate nella delibera – spiega l’esponente di Alessandra Moretti Presidente – indicano la plasmaferesi come soluzione per avvelenamenti da funghi, animali, overdose di farmaci e rimozione di sostanze tossiche già sperimentate, ma non vengono poste in diretta relazione con i Pfas: la proposta della Regione diventerebbe quindi una vera e propria sperimentazione clinica”.

“Sulla base di quali specifiche Linee guida che trattano di Pfas è stata proposta la procedura della plasmaferesi? – chiede la consigliera regionale – Quali sono le evidenze scientifiche che attestano l’efficacia della plasmaferesi per la rimozione delle sostanze Pfas? Esiste un’autorizzazione o un parere positivo all’adozione delle procedure della plasmaferesi da parte del Comitato Etico competente? Sulla base di quali studi clinici preliminari si consente anche ai minori di sottoporsi alla plasmaferesi?”.

“La dotazione finanziaria di 650.000 euro – conclude Cristina Guarda – è sufficiente per coprire l’intera operazione? Se no, quale costo complessivo è stato previsto?”.

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(Consiglio Veneto)

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