Commercio – Guadagnini (Siamo Veneto): “Il centro commerciale a Due Carrare non deve essere realizzato”

Commercio – Guadagnini (Siamo Veneto): “Il centro commerciale a Due Carrare non deve essere realizzato”

(Arv) Venezia 29 nov. 2017 –       “L’approvazione da parte del Consiglio comunale di Due Carrare (Padova) del progetto per il nuovo maxi-centro commerciale non può che portarci a riflettere sul modello di Veneto che vogliamo”.

Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale di ‘Siamo Veneto’, Antonio Guadagnini, che informa come “il progetto prevede una costruzione di circa 40 mila metri quadrati destinati ai negozi, con la promessa di 2000 assunzioni. Ma già qua i conti non tornano. Il Veneto è infatti la 6^ Regione in Italia per numero di grandi magazzini ‘despecializzati’. Ne ha ben 191, i quali occupano una superficie di 255.592mq e danno lavoro a 2.443 persone. Che una sola struttura, grande 1/6 rispetto alla somma delle altre, riesca a garantire il lavoro praticamente come tutti gli altri messi insieme, mi lascia abbastanza dubbioso”.

“Questo – continua l’esponente di ‘Siamo Veneto’ –  senza contare che in poche decine di chilometri si concentrano già diversi centri commerciali, a Padova, Abano, Monselice, Albignasego, Conselve e Rovigo, solo per citare i principali. Tra le Provincie di Padova e Rovigo, si contano in totale 47 centri commerciali, tra i quali, diverse strutture esistenti necessiterebbero di manutenzione e rinnovo dei negozi, e registrano, altresì, flussi di clientela per nulla all’altezza delle aspettative”.

“Vi è, poi, l’aggravante che il centro commerciale verrebbe costruito in una zona ad alto valore paesaggistico, storico ed ambientale – puntualizza il consigliere regionale – Alle sue spalle, si troverebbe il Castello del Catajo e Villa Dolfin dal Martello che, a quel punto, perderebbero la loro collocazione storica, venendo circondati da un’immensa struttura in cemento”.

“Non si capisce dunque il senso di costruire un nuovo maxi-centro commerciale- conclude Antonio Guadagnini – che, non solo andrebbe ulteriormente a sottrarre pubblico a quelli esistenti, ma creerebbe grossi danni all’economia locale, come peraltro sottolineato da Confesercenti e Confcommercio”.

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(Consiglio Veneto)

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