Politica – Giorgetti: “Vergognosa e ingiustificabile la presa di posizione dell’Anpi. Siamo orgogliosi di aver presentato la Mozione e soddisfatti per il suo voto unanime”

Politica – Giorgetti: “Vergognosa e ingiustificabile la presa di posizione dell’Anpi. Siamo orgogliosi di aver presentato la Mozione e soddisfatti per il suo voto unanime”

(Arv) Venezia 16 apr. 2018 –    Il consigliere regionale di Forza Italia, Massimo Giorgetti, esprime soddisfazione per “aver presentato, assieme alla collega Elena Donazzan, una Mozione per il ritiro della onorificenza al partigiano ‘Teppa’ Bortoloso , autore dell’eccidio di Schio”.

“Richiamo in merito – spiega il Vicepresidente del Consiglio regionale – le parole del Generale Dunlop, Governatore militare del Veneto, che condannò con i seguenti termini l’eccidio dell’8 luglio 1945 al Municipio di Schio: ‘Sono qui venuto per una incresciosa missione, […] è mio dovere dirvi che mai prima d’ora il nome dell’Italia è caduto tanto in basso nella mia stima, non è libertà, non è civiltà che delle donne vengano allineate contro un muro e colpite al ventre con raffiche di armi automatiche e a bruciapelo. Io prometto severa e rapida giustizia verso i delinquenti, confido che il rimorso di questo turpe delitto li tormenterà in eterno e che in giorni migliori la città di Schio ricorderà con vergogna e orrore questa spaventosa notte e con ciò ho detto tutto’”.

“Il voto unanime del Consiglio regionale del Veneto sulla Mozione – osserva il consigliere – ha rappresentato un bell’esempio di recupero di una memoria comune, e di univoca condanna dell’eccidio di Schio. Per questo, voglio ancora ringraziare tutti i colleghi consiglieri che hanno votato la Mozione, al di là delle personali convinzioni politiche e ideologiche, nello spirito di pacificazione nazionale”.

“Trovo invece incomprensibile e ingiustificabile la posizione assunta dall’Anpi che ha criticato il Consiglio regionale – afferma l’esponente di Forza Italia – Si tratta, infatti, dell’ennesimo tentativo di indulgenza verso un assassino come Bortoloso, che alimenta la tensione e le divisioni perché, se da un lato è legittimo sostenere che la causa antifascista era giusta, tuttavia l’episodio di Schio è avvenuto al di fuori del periodo di guerra, quando uccidere era diventato inaccettabile. Questo è stato un atto fuori legge e fuori dalle regole, eseguito dai partigiani in aperta sfida anche con i loro superiori”.

“Dispiace dover rilevare – conclude Massimo Giorgetti – come in questa, come in altre occasioni , i rappresentanti dei partigiani assumano posizioni più vicine a quelle dei faziosi nostalgici della guerra civile, che di quelli che vogliono essere artefici della concordia nazionale e della verità storica”.

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(Consiglio Veneto)

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