ECCO LE ULTIME NOVITÁ DELLA CAMPAGNA “ITALIA RIPENSACI” SULLA MESSA AL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI

Legambiente Vicenza ha sostenuto la petizione della campagna “Italia Ripensaci”, la campagna promossa da Senzatomica e Rete italiana per il Disarmo per spingere anche l’Italia ad aderire al Trattato di messa al bando delle armi nucleari. Oltre alla petizione, la seconda iniziativa della campagna è stata un appello rivolto ai Consiglieri Comunali per inserire nell’o.d.g. del Consiglio un punto a sostegno del Trattato, da inoltrare al Presidente del Consiglio, al Parlamento e al Senato.


La mozione, presentata il 13 dicembre scorso, è stata approvata nella seduta del Consiglio Comunale di Vicenza il 20 febbraio scorso: i risultati della votazione hanno visto 22 Consiglieri favorevoli e 5 astenuti.
Questo è un ottimo risultato che impegna il Consiglio Comunale a seguire la questione della messa al bando delle armi nucleari e relazionarsi con il Governo sul tema.

Il testo della mozione approvata a Vicenza:
“IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
ad aderire alla Campagna “Italia Ripensaci”, promossa dalla Rete Italiana per il Disarmo e dalla Campagna Senzatomica, controfirmando il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari, come importante atto simbolico di sostegno al percorso multilaterale di disarmo nucleare e a dare disposizione agli uffici competenti per la trasmissione di questa decisione al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale per incoraggiarli a rivedere la posizione finora espressa e giungere alla firma e ratifica da parte dell’Italia del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.”
Numerosi comuni stanno sostenendo la Campagna tramite l’approvazione di un Ordine del Giorno, che contenga un messaggio chiaro per il Governo italiano; fondamentale è
rivedere la posizione finora espressa, cercando le modalità per aderire al percorso iniziato con l’adozione del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari;
• trovare le modalità per portare l’Italia nel consesso degli Stati che si impegnano a fare entrare in vigore il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.Molti comuni, come Vicenza, hanno già approvato la mozione.A livello nazionale, la campagna “Italia Ripensaci” sta continuando una seconda fase 2.0 con la distribuzione in tutta Italia delle cartoline per sostenere l’azione in favore del disarmo nucleare, cartoline che i cittadini stanno sottoscrivendo e che verranno poi indirizzate al Presidente del Consiglio. L’azione è portata avanti da organizzazioni italiane in coordinamento con le attività internazionali di ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017) e che si concluderà il 7 luglio, primo anniversario dell’adozione da parte delle Nazioni Unite del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.
Il 7 luglio 2018 Senzatomica e Rete Italiana per il Disarmo vorrebbero poter celebrare questo anniversario consegnando al Presidente del Consiglio una valanga di cartoline firmate da cittadine e cittadini e di Ordini del Giorno approvati dal maggior numero possibile di Enti Locali italiani.
Cartoline Italia Ripensaci

A Porto Burci è possibile compilare le cartoline presenti in un banchetto allestito all’ingresso principale al piano terra: occorre scrivere nome, cognome e città, staccare la metà della cartolina esplicativa che rimane al cittadino e lasciare la metà compilata, le quali verranno raccolte insieme e consegnate a MIR/IFOR (Movimento Internazionale della Riconciliazione/International Fellowship Of Reconciliation).

C’è ancora tempo fino al 24 giugno.
Importante: possono firmare anche i minorenni. Ma i promotori della campagna «Italia, ripensaci” avrebbero piacere che i ragazzi e i giovani che aderiscono lo facessero il più possibile in maniera collettiva. “Quando una classe, un clan, una squadra, per esempio, viene a conoscere l’obiettivo della Campagna e l’impegno internazionale di ICAN, sarebbe bello che, insieme alle cartoline firmate da ciascuna/o, inviasse alla Segreteria Operativa anche un disegno / una lettera o altro messaggio da recapitare al Presidente del Consiglio, per spiegargli il motivo dell’impegno per “Un mondo libero da armi nucleari».

Chiunque fosse interessato ad avere cartoline in più può recarsi presso la Casa per la Pace (Via Porto Godi 2, Vicenza) contattando il referente per la città di Vicenza di MIR/IFOR:
Francesco Ambrosi
335.6429807
mirifor.vi@gmail.com

Altre informazioni:
La descrizione della nuova fase di “Italia, ripensaci”
La storia della mobilitazione
Le “istruzioni per l’uso” su come aderire e dove trovare le cartoline

Per ulteriori contatti:
Senzatomica – ufficiostampa@senzatomica.it – +39 338 6167247
Rete Italiana per il Disarmo – segreteria@disarmo.org – +39 328 3399267

 

APPROFONDIMENTO: L’ITALIA E LE ARMI

A livello mondiale gli investimenti nell’industria militare sono sempre più ingenti. Nel 2017 la spesa militare mondiale è stata di 1.739 miliardi di dollari – (leggi il Rapporto dell’Istituto di ricerca internazionale di pace di Stoccolma – SIPRI – di maggio 2018) e in particolare si è registrato un aumento di 81 miliardi di dollari in nuovi investimenti a favore della produzione di armi nucleari nel 2017 (leggi di più).

In Europa, i principali Paesi per spesa militare sono Francia (57,8 miliardi di dollari, -1,9% rispetto al 2016), Gran Bretagna (47,2 miliardi, +0,5%), Germania (44,3 miliardi, +3,5%) e Italia (29,2 miliardi, +2,1%).

L’Italia, attualmente impegnata in 32 missioni militari, si rende anche complice di alcuni conflitti, come quello in Yemen:

«Nonostante le violazioni segnalate in Yemen, l’Italia continua ad esportare armi verso i membri della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita. Ciò è contrario alla Legge italiana n.185/1990, che vieta l’esportazione di armi verso paesi in conflitto armato. Inoltre, è in contrasto con le disposizioni vincolanti della Posizione Comune dell’Unione Europea che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di attrezzature militari e contro le prescrizioni contenute nel Trattato internazionale sul Commercio delle Armi»

Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana per il Disarmo.

«Tra gli acquirenti delle armi prodotte in Italia compare il Qatar indicato da molti paesi arabi, Arabia Saudita in testa, come Paese sostenitore del terrorismo internazionale e analogamente accusato anche dal Governo statunitense di Trump. Ma noi riforniamo tranquillamente anche chi lo critica… Si notano inoltre esportazioni verso Paesi come la Turchia, dove preoccupa fortemente il potenziamento del regime autoritario di Erdogan e l’azione militare intrapresa in Siria contro i curdi. Proseguono poi le esportazioni di armamenti verso l’Arabia Saudita, il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti: tutti Paesi impegnati nella sanguinosa guerra in corso in Yemen»

Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – Leggi l’intero comunicato.

Inoltre, secondo il recente rapporto di Amnesty International “Assistenza mortale”, l’Italia insieme a Regno Unito, Germania e Paesi Bassi sta supportando il programma statunitense dei droni, consentendo agli Stati Uniti di gestire basi nei loro territori (tema molto caro ai vicentini) col conseguente impiego di comunicazioni e infrastrutture d’intelligence che permettono la trasmissione di informazioni dagli operatori dei droni negli Usa ai droni armati che lanciano attacchi mortali in tutto il Pianeta.

«Dal 2001 con l’inizio della cosiddetta “guerra al terrore”, gli Stati Uniti hanno sviluppato un vasto programma che prevede l’uso dei droni per effettuare uccisioni mirate extra-territoriali in tutto il mondo. In molti casi i droni hanno colpito vittime innocenti, realizzando uccisioni illegali, alcune delle quali potrebbero equivalere a crimini di guerra o a esecuzioni extragiudiziali»

Amnesty International

I rapporti tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, dal punto di vista militare, non si limitano al fatto che l’Italia consente agli Usa di lanciare attacchi coi droni armati dalla base Usa di Sigonella a scopo difensivo: il 25 aprile scorso il Pentagono ha siglato con la casa produttrice Lockheed Martin (azienda americana attiva nei settori dell’ingegneria aerospaziale e della difesa) un nuovo contratto contenente l’ordine italiano per un nuovo pacchetto di cacciabombardieri F-35 JSF (Joint Strike Fighter). Il contratto rientra nel piano di acquisto italiano di 90 cacciabombardieri Programma F-35 e si è concretizzato con un acconto versato di dieci milioni di dollari che dà avvio al percorso di acquisizione di otto aerei. Se l’acquisizione verrà portata a termine, il totale degli F-35 finora acquistati dall’Italia sarà di 26 macchine, di cui dieci già consegnate (Leggi di più su http://milex.orgL’Italia ha ordinato almeno altri 8 cacciabombardieri F-35):

Profilo di acquisizione italiano Programma JSF F-35

In questo quadro drammatico, diversi enti della società civile stanno portando avanti iniziative ed azioni concrete di contrasto alle politiche che favoriscono le armi e le attività belliche.

La Fondazione Finanza Etica e Rete Italiana per il Disarmo sono tra gli azionisti “critici” di Rheinmetall, colosso tedesco della produzione militare (nel nostro Paese la holding controlla direttamente sia Rheinmetall Italia sia RWM Italia Spa).
L’azionariato critico è uno strumento per far sentire la propria voce e la propria partecipazione in modo non nonviolento: in pratica si acquistano delle azioni di una società per poter entrare e partecipare attivamente alle assemblee e quindi porre questioni cruciali dall’interno.
Per questo motivo Fondazione Finanza Etica e Rete Disarmo sono intervenute nell’assemblea di Rheinmetall dell’8 maggio scorso per chiedere chiarimenti in merito alla fabbrica di armi in Sardegna e la conseguente complicità italiana nella guerra in Yemen.

«A Rheinmetall faremo dieci domande. Chiederemo, tra le altre cose, che piani hanno sulla fabbrica di Domusnovas in Sardegna e se è vero che vogliono spostare la produzione altrove. E poi vorremmo sapere come si stanno preparando alle misure previste dal contratto di coalizione del nuovo Governo tedesco, che impone uno stop alle esportazioni verso i Paesi coinvolti nella guerra in Yemen. Rheinmetall non può più ignorare la questione nascondendola sotto il nome di una sua controllata italiana»

Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana per il Disarmo

Inoltre, Fondazione Finanza Etica, per conto di Rete Italiana per il Disarmo, ha partecipato il 15 maggio scorso per la terza volta consecutiva all’assemblea degli azionisti di Leonardo, il principale produttore italiano di armamenti, il cui maggiore azionista è il Ministero del Tesoro italiano con il 30,2%.

«Il Sipri, l’Istituto indipendente di ricerca internazionale di pace di Stoccolma, riporta che gli illeciti nel settore degli armamenti sono talmente endemici, che circa il 40% della corruzione totale nelle transazioni globali sarebbe collegata al commercio di armi. Leonardo e le sue controllate sono state accusate di corruzione in India, Panama, Corea del Sud e, più recentemente, in Indonesia. Il Norwegian Council of Ethics, che effettua un costante monitoraggio etico del fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo, con un patrimonio di 877 miliardi di euro, ha rilevato un rischio inaccettabile che Leonardo possa continuare ad essere coinvolto in casi rilevanti di corruzione in futuro: è un problema grave per tutti gli azionisti, a partire dal Ministero del Tesoro»

Francesco Vignarca, coordinatore Rete Italiana per il Disarmo.

Oltre al Trattato per la messa al bando della armi nucleari, attualmente si sta rendendo necessario anche un Trattato internazionale per vietare i Killer Robots, obiettivo portato avanti dalla Campagna “Stop Killer Robots”, una coalizione globale di organizzazioni non governative che ha lavorato a partire dall’aprile 2013 per vietare preventivamente la produzione e l’utilizzo delle armi completamente autonome “FAWS” (note anche come sistemi d’arma autonomi letali “LAWS”), sottoscritta da 22 Paesi.

Martedì 30 maggio 2018 anche l’Osservatorio Mil€x sulla spesa militare italiana è stato ascoltato in audizione alla Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame – condotto dalle Commissioni speciali per l’esame di atti del Governo – del programma pluriennale SMD 04/2017 relativo all’acquisizione, comprensiva del relativo sostegno logistico, di aeromobili a pilotaggio remoto della categoria MALE. Cioè dei droni P2HH sviluppati da Piaggio Aerospace, che il nostro Osservatorio ha già analizzato, anche nel Rapporto Mil€x 2018.

In occasione della celebrazione del 72esimo anniversario della Festa della Repubblica Italiana la Rete della Pace, a cui afferisce anche Legambiente Onlus, si è così espressa:
«Per questo chiediamo che le spese militari e l’impiego delle forze armate rientrino nel dettato costituzionale, che si rilanci la ricerca e la produzione civile e sostenibile anziché quella militare; inoltre riteniamo che i 25 miliardi di euro che saranno impiegati anche quest’anno per le spese militari vadano contro la Costituzione e sperperino denaro sottratto alle tante necessità attuali (lavoro, sanità, istruzione, cultura, ricerca, protezione civile, pensioni, ecc.)» (leggi il comunicato della Rete della Pace “2 giugno, festeggiamo la Repubblica. L’Italia è fondata sul lavoro e ripudia la guerra”).

Legambiente Vicenza non può che ritrovarsi e sostenere il comunicato nazionale.

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Fondazione Finanza Etica
La Fondazione Finanza Etica è stata creata a Padova nel 2003. Fa parte del Sistema Banca Etica (www.bancaetica.it) e ha come obiettivo la promozione di reti di nuove economie sostenibili e di una nuova cultura economica e finanziaria al servizio della società e dell’ambiente.
Nel 2007 FFE ha acquistato un numero simbolico di azioni di Enel ed Eni per «portare la voce della società civile e dei movimenti del Sud del mondo nelle assemblee delle più importanti società italiane» e per «promuovere il ruolo dei piccoli azionisti e il loro contributo alla vita dell’impresa». Nel 2016 sono state acquistate anche azioni di Finmeccanica. Le iniziative di azionariato critico della Fondazione sono sostenute da Re:Common e Rete Disarmo. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.fcre.it.

Rete Italiana per il Disarmo
La Rete Italiana per il Disarmo è un organismo nazionale di coordinamento sulle tematiche della spesa militare e del controllo degli armamenti. Fondata nel 2004 è composta da: ACLI – Archivio Disarmo – ARCI – ARCI Servizio Civile – Associazione Obiettori Nonviolenti – Associazione Papa Giovanni XXIII – Associazione per la Pace – Assopace Palestina – Beati i costruttori di Pace – Centro Studi Difesa Civile – Conferenza degli Istituti Missionari in Italia – Coordinamento Comasco per la Pace – FIM-Cisl – FIOM-Cgil – Fondazione Finanza Etica – Gruppo Abele – Libera – Movimento Internazionale della Riconciliazione – Movimento Nonviolento – Noi Siamo Chiesa – OPAL Brescia – Pax Christi – Un ponte per…
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito: www.disarmo.org

Rete della Pace
Aderenti: ACLI, AGESCI, Accademia apuana della pace, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna rossa palestinese, ANSPS, AOI – Associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Ara pacis iniziative, Archivio disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Verona, ARCS, Arci servizio civile, Associazione Perugia Palestina, Associazione per la pace, Associazione per la pace di Modena, AssopacePalestina, AUSER, CGIL, CGIL Verona, CNCA, Comunità araba siriana in Umbria, Coordinamento comunità palestinesi, Coordinamento comasco per la pace, Coordinamento pace in comune Milano, CTA – centro turistico Acli PG – Encuentrarte, FIOM Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione culturale responsabilità Etica, GLAM – Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti dei popoli, Legambiente, Link2007 cooperazione in rete, Link – coordinamento universitario, Lunaria, MIR, Movimento europeo, Movimento nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Per il mondo, Peacewaves, Piattaforma ong MO, Restiamo umani con Vik Venezia, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Rete della pace umbra, Tavola della pace valle Brembana, Tavola pace val di Cecina, Tavola sarda della pace, Tavola della pace di Bergamo, U.S. Acli, UDS, UDU, UISP, Un ponte per…, Ventiquattro marzo.

 

Alessandra Pepe

 

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(Legambiente Vicenza)

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