Ambiente – Bartelle (M5S) “Impianti crematori, verificherò che l’impatto ambientale non incida sulla salute dei cittadini”

Ambiente – Bartelle (M5S) “Impianti crematori, verificherò che l’impatto ambientale non incida sulla salute dei cittadini”

(Arv) Venezia, 11 lug. 2018  – “Martedì 10 Luglio us, la Quinta Commissione del Consiglio regionale del Veneto ha approvato la Proposta di Deliberazione Amministrativa n. 62, ovvero il Piano regionale di Coordinamento per la realizzazione dei crematori, in base al quale gli impianti in Veneto, passeranno dagli attuali 7 a  13+1: 3 in provincia di Venezia, 2 in quelle di Padova, Treviso, Vicenza e Verona e 1 in quelle di Rovigo e Belluno”.

Ne dà notizia, in una nota, la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Patrizia Bartelle, che spiega come “il 14esimo impianto crematorio previsto a Portogruaro è stato proposto (come quarto impianto del territorio veneziano) attraverso l’emendamento stilato dal consigliere regionale Fabiano Barbisan e approvato dalla Maggioranza nella seduta della Quinta Commissione. Una posizione oltremodo controversa la sua, visto che in seno al consiglio comunale del comune in cui risiede, il 12 Aprile 2018, vi è stata una forte presa di posizione contraria, da parte dei suoi  concittadini, di fronte alla proposta di un nuovo impianto crematorio, con tanto di votazione di un documento, in considerazione della vicinanza dei forni crematori di Marghera, Treviso, Cervignano del Friuli, Udine e Conegliano. Un  vero e proprio Tempio crematorio”.

“Autorizzare la costruzione di altri 13+1 impianti crematori – continua l’esponente Pentastellata – che per motivi etici non vengono chiamati ‘inceneritori’, ma di fatto lo sono, significa incrementare l’inquinamento atmosferico con emissioni di diossine e metalli pesanti, come furani e mercurio, secondo i dati forniti dall’Arpav”.

“Nel testo si cita la normativa nazionale – sottolinea la consigliera regionale –  in base alla quale è previsto che i forni crematori vengano realizzati entro i confini cimiteriali, che molto spesso si trovano all’interno dei paesi o comunque molto vicini alle aree abitate. Questo significa che si vorrebbe  partire con la costruzione degli impianti riservandosi solo in seguito di verificarne il vero impatto ambientale, con buona pace della salute dei cittadini e del possibile spreco di denaro per la realizzazione di crematori che potrebbero essere chiusi o soggetti a costosi lavori di adeguamento nel caso di sforamento delle soglie di salvaguardia”.

“Per il prossimo quinquennio – propone la consigliera M5S – avrebbe più senso investire su nuovi impianti crematori nelle province in cui i numeri lo consentano, realizzando adeguati presidi che assolvano alle operazioni necessarie per trattare i resti mortali e mettere in campo un maggiore impegno sotto l’aspetto gestionale. Una miglior organizzazione del personale dell’azienda con oneri di gestione, consentirebbe, infatti, una diminuzione dei tempi di attesa per i famigliari che scelgono di cremare un proprio caro defunto”.

“Per tutti questi motivi – conclude Patrizia Bartelle – nella prossima seduta del Consiglio regionale, mi batterò affinché tutti comprendano l’assoluta necessità di sospendere l’approvazione del Piano in questione, per disciplinare la materia con apposita normativa regionale, per poi licenziare il Piano in conformità della legge regionale”.

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(Consiglio Veneto)

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