Area della famiglia e della comunità, ascolto e concretezza i punti fermi

Ascolto, collaborazione tra cittadini e amministrazione, concretezza, risposta alle necessità: questi i punti chiave delle linee programmatiche del mandato 2018-2023 dell’area della famiglia e della comunità presentate oggi dall’assessore Silvia Maino che ha scelto di recarsi per l’occasione al centro servizi sociali territoriali Centro Nord, in via Turra 70, “per sottolineare l’atteggiamento di ascolto che vuole avere questa amministrazione nei confronti dei cittadini, uscendo dal centro storico ed entrando nei quartieri dove ho iniziato a visitare le sedi di mia competenza”.

L’assessore ha quindi delineato i punti chiave che saranno sviluppati durante il suo mandato.

Verrà istituito lo sportello unico della persona, fisico e telefonico, con personale pluricompetente per offrire un supporto alle famiglie che nel tempo possono accumulare problematiche diversificate. “Vogliamo istituire un punto di riferimento unico – ha annunciato l’assessore Maino – per offrire ai cittadini un supporto completo. Sempre più le famiglie si trovano ad avere problematiche diversificate, dovute ai cambiamenti in corso nella società. Lo sportello, che raggrupperà competenze relative all’area sociale, sanitaria e al centro per l’impiego, accoglierà personale adeguatamente formato. In questo modo creeremo una rete che possa coprire tutti i bisogni”.

Con il baratto amministrativo l’amministrazione consentirà esenzioni di Tari, Imu e Tasi a fronte di prestazioni di servizi da parte dei cittadini che hanno particolari difficoltà economiche: “Sfalcio dell’erba, manutenzioni di parchi e aiuole, tinteggiature saranno le attività che potranno essere svolte dai cittadini in modo da far sì che il cittadino stesso diventi parte attiva e partecipe”.

Fondamentale continuerà ad essere il fondo sociale affitti erogato dalla Regione “che sta già supportando numerose famiglie della città e mi auguro possa essere implementato”.

Il tavolo delle nuove povertà sarà il punto di incontro degli operatori sociali del territorio: “La città – ha ricordato l’assessore – sta invecchiando sempre più: nel 2018 i dati segnalano la presenza in città di un minore ogni 148,8 anziani, mentre nel 2030 si ipotizza che il rapporto sarà di 1 ogni 170. Pertanto dobbiamo certamente rivolgerci verso la famiglia”.

Il sistema del cohousing sociale, già attivo in città, verrà ampliato con nuove strutture e nuovi servizi, mentre sul fronte del sostegno alla famiglia in collaborazione con l’assessorato alla formazione saranno studiati progetti pilota per offrire ai ragazzi dei momenti di dopo scuola sia per fare i compiti sia per acquisire delle competenze sul modello dei centri estivi.

Sul fronte dell’immigrazione e dell’integrazione l’assessore ha annunciato: “Aboliremo il consiglio degli stranieri che si è riunito solo quattro volte dal 2016 (una volta nel 2016, tre volte nel 2017, mai nel 2018), mantenendo invece la presenza dei due rappresentanti in consiglio comunale. In relazione alle strutture di accoglienza dei migranti, invece, in sintonia con il Governo centrale l’obiettivo è promuoverne l’eliminazione progressiva a seguito della riduzione degli arrivi”.

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(Comune di Vicenza)

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