ONU: COLDIRETTI, ASSURDA TASSA COLPISCE 1 PIATTO MADE IN ITALY SU 3

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N.489 – 19/07/2018

ONU: COLDIRETTI, ASSURDA TASSA COLPISCE 1 PIATTO MADE IN ITALY SU 3

Verona, 19 luglio 2018 – L’annuncio dell’Onu di voler tassare olio d’oliva, Parmigiano reggiano, Grana, prosciutto e persino il vino, equiparandoli a cibi dannosi per la salute e scoraggiandone il consumo, colpisce oltre un prodotto agroalimentare Made in Italy esportato su tre, con effetti gravissimi sull’economia del Paese ma anche sulla salute dei cittadini. 
E’ quanto stima la Coldiretti nel denunciare l’atteggiamento schizofrenico dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che da una parte riconosce il valore della Dieta Mediterranea come la migliore, tanto da essere stata dichiarata nel 2010 Patrimonio dell’Umanità, ma dall’altra pensa di colpire gran parte degli alimenti che ne fanno parte. In gioco per l’Italia, oltre la salute dei cittadini, c’è la leadership in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp). 
Sulla scorta dei sistemi di etichetta a semaforo adottati in Gran Bretagna e Francia, l’Onu, nella terza riunione sulle malattie non trasmissibili che si terrà il prossimo 27 settembre, si prepara a  penalizzare i prodotti che contengono zuccheri, grassi e sale, equiparandoli di fatto alle sigarette con l’inserimento di immagini choc sulle confezioni per scoraggiarne il consumo, mentre darebbe il via libera a tutti i prodotti dietetici e poveri di zuccheri delle multinazionali, come ad esempio le bibite gassate ricche di aspartame. Molti prodotti simbolo dell’Italia verrebbero ingiustamente bocciati a discapito di alimenti con un indice calorico più contenuto, ma contrariamente meno sani.
Una posizione priva di solide basi scientifiche che va contro gli stessi principi della dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito agli italiani di conquistare valori record nella longevità a livello mondiale, con una speranza di vita di 82,8 anni (85 per le donne e 80,6 per gli uomini). 
«La posizione dell’Onu non si spiega in alcun modo – sottolinea Daniele Salvagno, Presidente di Coldiretti Verona – Così non si fa certo l’interesse dei cittadini, anzi, ci si prende gioco di loro portandoli a fare acquisti incauti e impulsivi basati sulla banalità di colori come il rosso e il verde. Oltre a ciò, va aggiunto che le lobby internazionali del food non possono imporre prodotti anonimi e standardizzati a discapito delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare che hanno reso la popolazione italiana quella con l’aspettativa di vita più lunga al mondo. L’etichetta a semaforo, infatti, colpisce ingiustamente le produzioni italiane con indicazioni sbagliate e fuorvianti con un impatto economico e occupazionale negativo per le imprese “top” del nostro Paese».
Parole che trovano riscontro nella recente ricerca Bloomberg Global Healt Index, che ha decretato l’Italia come la Nazione più sana al mondo. «E’ un primato importantissimo, – continua Salvagno – raggiunto grazie al modello di qualità alimentare incentrato sulle varietà della dieta mediterranea». Quest’ultima è in grado di ridurre l’incidenza di patologie croniche metaboliche, cardiovascolari e di tumori, nutrendo sia il corpo che proteggendo la mente da fenomeni neurodegenerativi e depressivi.
La riprova di ciò proviene dai recenti dati Istat (novembre 2017) relativi all’aspettativa di vita degli italiani che confermano l’Italia ai vertici mondiali per longevità. Primato da collegare con lo stile di vita alimentare incentrato sulla recente riscoperta dei prodotti tipici della dieta mediterranea. Nello specifico, un’attenta analisi dei dati Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) relativi al primo semestre del 2017 evidenzia un sensibile aumento nei consumi degli italiani di pesce fresco (+7%) e di frutta e verdura (+6%), i più alti degli ultimi anni. 
Ad ulteriore riprova di ciò, uno studio americano pubblicato sul British Medical Journal, ha rilevato come l’assunzione di frutta, verdura, olio d’oliva, pasta e pesce vada ad incidere sulla lunghezza dei telomeri, piccole porzioni di Dna presenti alla fine di ogni cromosoma, capaci di difendere il Dna stesso. Dal momento che i telomeri con l’avanzare dell’età tendono a ridursi, ne consegue che più la loro lunghezza viene preservata, maggiore sarà l’aspettativa di vita e la possibilità di non riscontrare malattie.
 

(Coldiretti Verona)

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