Trasporti – Valdegamberi (Gruppo Misto): “Sì alla TAV. Non è bloccando gli investimenti e facendo il reddito di cittadinanza che si sviluppa un Paese”.

Trasporti – Valdegamberi (Gruppo Misto): “Sì alla TAV. Non è bloccando gli investimenti e facendo il reddito di cittadinanza che si sviluppa un Paese”.

(Arv) Venezia, 19 set. 2018 – “No allo stop degli investimenti in infrastrutture ferroviarie, TAV in primis. La competitività di un Paese dipende sempre più dalla logistica e dal sistema dei trasporti. La TAV non deve rimanere bloccata alle porte di Verona. La nostra città ha l’interporto più importante del sud Europa e il blocco della TAV rischia di compromettere il ruolo di Verona come punto più importante di scambio merci del sud Europa, dirottandole altrove”. Lo afferma il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto) in una sua nota. “Il potenziamento, lo sviluppo della rete ferroviaria e la realizzazione della rete dell’Alta Velocità – Alta Capacità Ferroviaria (TAV), sono fondamentali per il sistema di mobilità, delle comunicazioni e per i processi di sviluppo economico e produttivo dell’Italia – continua Valdegamberi – in particolare di un’area, quella della Val Padana, che da sola produce circa il 70% del PIL nazionale. In Lombardia questa infrastruttura fa il suo ingresso a Brescia a binari quadruplicati, l’analogo potenziamento della tratta che dovrebbe penetrare nel Veneto attraversando prima Verona e poi Padova non gode ancora delle stesse certezze lombarde. Si tratta di un importante investimento strategico che favorisce soprattutto la mobilità delle merci e diventa di fondamentale importanza per l’economia manifatturiera veneta. Non possiamo rischiare di perderlo: ciò comporterebbe pesanti ricadute, anche in termini occupazionali, sul sistema Verona e sulla competitività delle nostre imprese”.

“Le merci – prosegue il Consigliere – in futuro viaggeranno sempre più su rotaia e le infrastrutture attuali sono insufficienti. L’Italia è il fanalino di coda a livello europeo. Con l’alta velocità si potrà sviluppare il trasporto merci su rotaia e raggiungere in tempi veloci i diversi mercati mondiali, inoltre vi sarà un beneficio ambientale non irrilevante. I trasporti sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE. La promozione di modi di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia o per vie navigabili interne, piuttosto che su strada, permetterebbe all’Europa di essere meno dipendente dalle importazioni di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada. Modi di trasporto più sostenibili favorirebbero, inoltre, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50% entro il 2050 raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno, ma anche la riduzione del numero di vittime legate ai trasporti. Mi auguro – conclude Valdegamberi – che la politica nazionale sappia essere lungimirante e avere uno sguardo attento all’interesse generale del Paese. Il Ministro provveda piuttosto a rivedere il progetto – ora carente – prevedendo i collegamenti all’Interporto di Verona e ai porti veneti. Non è bloccando le infrastrutture e facendo redditi di cittadinanza che si sviluppa un Paese”.

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(Consiglio Veneto)

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