Caccia – Zanoni (PD): “Stop caccia per maltempo: incomprensibile la rabbia di Berlato per la legittima decisione di Zaia. Forse ha capito di contare sempre meno nella maggioranza”.

Caccia – Zanoni (PD): “Stop caccia per maltempo: incomprensibile la rabbia di Berlato per la legittima decisione di Zaia. Forse ha capito di contare sempre meno nella maggioranza”.

(Arv) Venezia, 30 ott. 2018 – “L’arroganza con cui un furioso Berlato si scaglia contro Zaia per la decisione, sacrosanta, di chiudere la caccia in Veneto fino al 4 novembre a causa del maltempo, evidenziano la rabbia e il nervosismo di un Consigliere che dopo aver spadroneggiato per troppo tempo sente adesso di contare come il due di briscola”. È quanto afferma in una nota Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, commentando “l’attacco del collega e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia al presidente della Giunta. Purtroppo è stato abituato male, gli è stato concesso un peso sproporzionato rispetto all’effettiva rappresentanza. Berlato è riuscito a imporre la sua linea sulla caccia, notoriamente estremista e basata sulle deroghe alle normali disposizioni che tutelano fauna, agricoltori e residenti, grazie a una maggioranza che ha dimostrato di non avere un minimo di spina dorsale. Zaia dovrebbe dare una strigliata ai Consiglieri della Lega e della sua lista che finora hanno lasciato campo libero alle mostruosità normative proposte da Berlato: basti pensare alla legge sulle sanzioni fino a 3.600 euro per cittadini e agricoltori che riprendevano i cacciatori indisciplinati, provvedimento poi sonoramente bocciato dalla Corte Costituzionale. L’ultima indecenza, difficile definirla in altro modo, recentemente passata in Terza commissione, riguarda il libero accesso a tutti i cacciatori con i propri mezzi a motore nei sentieri e mulattiere di alta montagna, normalmente vietati ai veicoli a motore, esclusi i proprietari di malghe e rifugi alpini, e dedicati ai soli escursionisti muniti di gambe e zaino”.

“Sul caso che ha scatenato la polemica, la posizione di Berlato appare – continua Zanoni – squallida: come fa una persona che ha un po’ di sale in zucca pensare alla caccia quando ovunque in Veneto ci sono territori in ginocchio, scuole e molte attività chiuse, migliaia di evacuati senza casa, addirittura una vittima e diversi feriti?  Penso poi ai vari casi di cacciatori dispersi, incidentati, bloccati anche con i propri veicoli a causa di frane, o esondazioni, per il cui soccorso in passato sono dovuti intervenire i mezzi della Protezione civile e Vigili del Fuoco, tutto a carico del contribuente. Berlato si oppone alla chiusura della caccia per principio quando è la stessa legge che lo prevede. E per portare acqua al suo mulino cita alcuni articoli di legge ma, come nel suo stile, ne omette altri per lui assai scomodi. Uno su tutti il comma 1 dell’articolo 17 della legge regionale 50 del 1993, ‘il Presidente della Giunta regionale può limitare i periodi di caccia o vietare l’esercizio venatorio sia per talune forme di caccia che in determinate località (…) per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità’. Probabilmente le sue critiche a Zaia nascono anche da altro, giusto una settimana fa era andato all’attacco sui ritardi nel percorso per l’autonomia, ma sarebbe meglio che sciacquasse i panni sporchi in famiglia, anziché farneticare su un provvedimento di assoluto buonsenso e perfettamente legittimo”.

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(Consiglio Veneto)

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