PIANO STRAORDINARIO PER GLI ALLAGAMENTI. A VERONETTA E TEATRO ROMANO LAVORI PER 2 MILIONI DI EURO. SINDACO: “FINALMENTE SI RISOLVE UN PROBLEMA DECENNALE. MAI PIU’ IMMAGINI DI VERONA ALLAGATA”

PIANO STRAORDINARIO PER GLI ALLAGAMENTI. A VERONETTA E TEATRO ROMANO LAVORI PER 2 MILIONI DI EURO. SINDACO: “FINALMENTE SI RISOLVE UN PROBLEMA DECENNALE. MAI PIU’ IMMAGINI DI VERONA ALLAGATA”

Mai più allagamenti a Verona. E’ questo l’obiettivo a cui sta lavorando il Comune, insieme ad Acque Veronesi, con un piano straordinario già avviato nei mesi scorsi e che proseguirà per tutto il 2019.

per Porta Borsari, colpita in modo pesante dalle bombe d’acqua del luglio 2016 e dello scorso maggio, la situazione è stata risolta, grazie al nuovo pozzo realizzato nei mesi scorsi, che scarica in Adige. Restano ancora critiche le zona di Veronetta e Teatro Romano (Santo Stefano).

Proprio da qui, nella prossima primavera, partirà un importante cantiere che porterà: separazione delle due reti di acque bianche e nere, allargamento degli scarichi idrici esistenti, rifacimento della rete fognaria, per un’infrastruttura moderna in grado di far fronte al cambiamento climatico degli ultimi anni ed a eventi atmosferici di forte intensità sempre più frequenti.
Il progetto, presentato oggi in Comune, è finanziato per 2 milioni di euro a metà con Acque Veronesi. I cantieri partiranno in primavera per concludersi entro l’anno e saranno calendarizzati in modo da ridurre al minimo i disagi per la viabilità della zona.

Ha parlato di fine di un’emergenza il sindaco Federico Sboarina. “Vogliamo che le immagini di Verona allagata, diventino foto storiche di archivio – ha detto il sindaco con in mano una foto di Porta Borsari sott’acqua –. Per Veronetta si tratta di un problema decennale, oggetto di continue lamentele da parte di residenti e commercianti. Oggi, finalmente, possiamo annunciare con certezza l’avvio dei lavori. Motivo di soddisfazione per l’Amministrazione, che fin da subito si è attivata per risolvere queste criticità. Si tratta di un cantiere importante, anche dal punto di vista economico, ma che non poteva più essere rimandato. come devono diventare un ricordo i disagi e i danni subiti da residenti e commercianti a causa degli allagamenti. Ringrazio Acque Veronesi per la risposta tempestiva in termini di interventi e progettazione e la Soprintendenza, chiamata a verificare l’idoneità di lavori in zone ricche di reperti storici”.

“Verona deve fare i conti con una rete di tubature degli anni ’30, solo in parte sostituite negli anni successivi – sottolinea l’assessore alle Strade Marco Padovani -. Intervenire su tutto il territorio non è possibile, cominciamo dalla zone più critiche, ben sapendo che ci sono altri punti che necessitano di opere strutturali”.

Nei dettagli il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli.
Porta Borsari: “I lavori, per una spesa di circa 300 mila euro, hanno consentito la realizzazione di un pozzo disperdente profondo 8 metri, proprio davanti a Porta Borsari, sul lato di corso Cavour. La cavità, costituita da elementi cilindrici del diametro di 1 metro e 20, ha permesso al sottosuolo ghiaioso di far defluire la pioggia in falda, come avvenuto in occasione delle abbondanti piogge di qualche settimana fa. Nel caso in cui il terreno non riuscisse ad assorbire l’acqua, entreranno in azione due pompe di scarico in grado di aspirare fino a 150 litri al secondo, posizionate nel pozzo e collegate direttamente con l’Adige tramite due condotte di mandata posizionate lungo via Diaz e Lungadige Panvinio. Tecnicamente impegnativi per via della presenza di numerosi reperti archeologici sotterranei e sottoservizi di varia natura, i lavori rappresentano il primo stralcio di un progetto più ampio e risolutivo per l’intera zona, che prevede la creazione di collettori per lo scarico in Adige di tutte le acque meteoriche in eccedenza lungo Riva San Lorenzo e lungadige Panvinio. Il secondo stralcio, in fase di programmazione, avrà un costo stimato pari a circa 1milione di euro”.

Veronetta e Teatro Romano: “La rete attuale presenta una fognatura mista fra acque bianche e nere particolarmente vetusta, che risente spesso di problematiche funzionali che incidono negativamente sia sull’aspetto igienico-ambientale, sia su quello della sicurezza pubblica – spiega Mantovanelli- L’importante intervento, che andrà definitivamente a risolvere gli annosi problemi di allagamento nelle due zone di Verona, partirà a gennaio e avrà un costo complessivo di oltre 2 milioni di euro, dei quali 950 mila a carico dell’amministrazione scaligera e 1 milione e 170 mila finanziati da Acque Veronesi”.

Nella città scaligera vi sono complessivamente 400 chilometri di condotte meteoriche (tra tipo misto e bianche), oggetto di continua manutenzione. Nel solo 2017 il Comune di Verona ha investito in interventi di manutenzione sulle reti meteoriche, realizzati dai tecnici di Acque Veronesi, circa 500 mila euro.

(Comune di Verona)

UA-82874526-1