Sport – Sinigaglia (PD): “Ancora una volta mani della politica sullo sport: riforma Coni voluta dal Governo sarebbe un disastro. La Regione intervenga, così si indebolisce la candidatura olimpica per il 2026”

Sport – Sinigaglia (PD): “Ancora una volta mani della politica sullo sport: riforma Coni voluta dal Governo sarebbe un disastro. La Regione intervenga, così si indebolisce la candidatura olimpica per il 2026”

(Arv) Venezia 16 nov. 2018 –      “La politica metta giù le mani dallo sport. L’avidità di potere del Governo gialloverde, intenzionato a occupare tutto l’occupabile, ha già fatto danni con la candidatura olimpica. Adesso tocca alla riforma del Coni, con cui gli verrebbe tolta ogni autonomia, con conseguenze disastrose per l’intero movimento e anche per l’eventuale organizzazione dei Giochi invernali del 2026. La Giunta intervenga presso il Governo per bloccare questo sciagurato provvedimento”. L’appello arriva dal Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, primo firmatario di una mozione in cui si evidenziano le criticità della riforma del sistema sportivo italiano presente, sotto forma di bozza, nella Legge di bilancio 2019. “Sarà il nuovo ente ‘Sport e Salute’ i cui vertici verranno scelti dal Ministero dell’Economia e Finanze, a finanziare le varie Federazioni nazionali anziché il Coni: è evidente la volontà di privare di autonomia decisionale un ente che rappresenta comunque ben quattro milioni e mezzo di tesserati, facendo prevalere logiche che hanno ben poco a che spartire con lo sport. Inoltre – continua Sinigaglia – non mi pare una scelta lungimirante alla vigilia della assegnazione dei Giochi del 2026 a Milano e Cortina: l’indebolimento del Coni lo collocherebbe tra le ‘Cenerentole’ dei Comitati olimpici. Si aprirebbero prospettive di grande incertezza anche in vista della eventuale organizzazione a Milano e Cortina dei Giochi invernali del 2026, riducendo le possibilità di vittoria”.

“Purtroppo questo esecutivo, che vorrebbe presentarsi come ‘del cambiamento’, sta perpetuando vecchie logiche senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Un film già visto pochi mesi fa, con la candidatura a tre per non scontentare né Lega né Cinque Stelle senza però indicare una chiara governance. Poi con il ‘no’ di Torino è arrivata puntuale la ripicca dei grillini che hanno fatto marcia indietro sui finanziamenti da Roma nel silenzio di Salvini, rendendo la strada tutta in salita. Nonostante ciò con la rinuncia di Calgary il traguardo appare più vicino – conclude Sinigaglia – dobbiamo quindi evitare che la riforma del Coni possa invece essere un clamoroso autogol”.

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(Consiglio Veneto)

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