Fatturazione elettronica obbligatoria

La legge di bilancio 2018 impone, dal 1° gennaio 2019, l’obbligo della fatturazione elettronica per tutti i soggetti che emettono e ricevono fatture. Le specifiche tecniche sono stabilite nel provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018.
 
Rientrano prima di tutto nell’obbligo di emissione di fattura elettronica tutte le associazioni che, svolgendo un’attività commerciale, sono in possesso di Partita Iva ed emettono fattura, ad eccezione delle associazioni che aderiscono al regime agevolato previsto dalla L. 398/1991.

Sono invece esonerati dall’emissione della fattura elettronica i soggetti fiscali che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” e nel “regime forfettario”, che in ogni caso riceveranno dai propri fornitori fatture di tipo elettronico. A questi si aggiungono i “piccoli produttori agricoli” i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Si ricorda che l’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, in vigore dal 31/03/2015, rimane invariato. Tale obbligo non riguarda invece le associazioni senza Partita Iva che operano in regime di convenzione o comunque in base ad un rapporto che non prevede un rapporto di scambio.
 
La fatturazione elettronica è una fattura redatta utilizzando un PC, un tablet o uno smartphone e predisposta tramite uno specifico software in un formato ben definito (XML) in base alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Non si potrà più dunque compilare una fattura a mano e nemmeno al computer con programmi come Word o Excel.

La fattura elettronica andrà emessa entro massimo 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione a fini IVA.

Tutte le fatture dovranno essere spedite/ricevute attraverso il Sistema Di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate che effettua in automatico alcuni tipi di controllo dei dati fiscali contenuti nelle fatture. I fornitori potranno anche consegnare o spedire una copia cartacea della fattura o spedire la fattura in formato digitale (es. via mail) ma questa non avrà alcun valore dal punto di vista fiscale.

Tutte le fatture emesse e ricevute in modo elettronico dovranno essere conservate in appositi archivi per 10 anni e anche questi archivi dovranno rispondere a determinati requisiti.

L’obbligo della fatturazione elettronica riguarda anche le associazioni che non svolgono attività commerciale, e che pertanto non sono dotate di Partita Iva, in quanto sono in ogni caso destinatarie di fatture emesse dai propri fornitori. Tutte le associazioni dovranno pertanto prepararsi per ricevere fatture elettroniche (c.d. “flusso passivo”) e comunicare al Sistema di Interscambio o ai propri fornitori il proprio “Codice destinatario” o l’indirizzo di Posta elettronica certificata (PEC).

Il fornitore che effettua un’operazione nei confronti di un’associazione priva di Partita Iva non dovrà compilare sulla fattura elettronica i campi “IdFiscaleIVa” ma solo il campo “Codice Fiscale” del cliente. Nel campo “Codice destinatario” il fornitore indicherà il codice convenzionale “0000000” (sette volte zero). In questo modo il Sistema Di Interscambio si comporta come se il destinatario della fattura fosse un consumatore finale e pertanto recapita la fattura elettronica al cliente mettendola a disposizione nella sua area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate rendendo disponibile al fornitore, contemporaneamente, nella sua area riservata, un duplicato informatico del documento.

E’ importante, in questo caso, che il fornitore consegni al cliente una copia informatica o analogica (es. la fattura cartacea) della fattura elettronica e che lo avvisi che la stessa è disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate (nel portale “Fatture e Corrispettivi”). Le associazioni vi potranno accedere autenticandosi direttamente ai canali telematici di Agenzia delle Entrate oppure delegando appositamente un intermediario (es. commercialista).
 
Per ricevere fatture elettroniche l’associazione ha tre possibilità:
– scaricare i file dal sito dell’Agenzia delle Entrate e usare un software per convertire il file XML;
– ricevere la fattura su email PEC – Posta Elettronica Certificata – e usare un software per convertire il file XML;
– utilizzare un software che tramite sistema d’interscambio riceve e traduce le fatture elettroniche (esistono versioni gratuite ma occorre accertarsi che rispondano ai requisiti richiesti dall’Agenzia delle Entrate).
 
Nella pratica, un’associazione che vuole gestire in autonomia e senza spese la fatturazione elettronica, dovrà procedere nel modo seguente:
– se il Rappresentante legale non ne è già in possesso, dovrà autenticarsi ai servizi telematici dell’Agenzia (Entratel o Fisconline) oppure al sistema pubblico di identità digitale (SPID). Quest’ultimo sistema di accreditamento permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Esistono diversi Identity Provider che forniscono lo SPID, in alcuni casi gratuitamente in altri a pagamento, con livelli diversi di sicurezza e utilizzabili in zone geografiche più o meno ampie (Italia, Europa, mondo), come illustrato nel sito www.spid.gov.it/richiedi-spid
– una volta ottenute le proprie credenziali, il Presidente dell’Associazione chiederà l’iscrizione dell’Associazione e le relative credenziali di accesso. Se il Presidente si reca invece presso le sedi provinciali dell’Agenzia delle Entrate e compila un apposito modulo potrà essere saltato il passaggio di richiesta delle credenziali del rappresentante legale e si potranno ottenere direttamente le credenziali dell’associazione;
– a questo punto il Presidente dell’associazione potrà accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” sul sito dell’Agenzia delle Entrate e da qui potrà richiedere l’assegnazione di un “Codice destinatario” che sarà visibile sul sito stesso in modo che lo possano reperire i fornitori dell’Associazione. In alternativa può essere registrato l’indirizzo PEC dell’Associazione;
– l’Associazione, a questo punto, può comunicare il proprio Codice destinatario o il proprio indirizzo PEC ai proprio fornitori;
– una volta emessa la fattura elettronica i fornitori informeranno l’associazione che questa è disponibile nel Sistema di Interscambio e l’Associazione la potrà scaricare dall’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.

Se preferisce, l’Associazione può appoggiarsi ad uno studio professionale (commercialista) per la gestione di questi passaggi oppure operare nell’ambito della piattaforma alla quale si appoggia lo studio ottenendo da questo il proprio codice univoco per consultare e scaricare le fatture elettroniche. Il costo del servizio dipenderà ovviamente dai singoli servizi richiesti allo studio.

In caso di controlli nei primi sei mesi dell’anno 2019 non verranno applicate sanzioni. Non è tuttavia prevista alcuna proroga.

Per informazioni e aggiornamenti in materia: info@csvrovigo.it

Allegato:
Guida “La fatturazione elettronica e i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate” (formato .pdf)

(CSV di Rovigo)

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