Il Consiglio regionale del Veneto approva il Pdl 406 “Legge di Stabilità Regionale 2019”. La maratona sul bilancio proseguirà martedì 10 dicembre

Il Consiglio regionale del Veneto approva il Pdl 406 “Legge di Stabilità Regionale 2019”. La maratona sul bilancio proseguirà martedì 10 dicembre

(Arv) – Venezia 5 dicembre – Dopo l’approvazione del Defr e del Collegato (Pdl 405)  l’assemblea di palazzo Ferro Fini ha affrontato il terzo passaggio della manovra finanziaria, la discussione e il voto del Pdl 406 “Legge di stabilità regionale” approvata con 28 voti a favore, 12 contrari e 2 astenuti.  Il presidente della I Commissione Alessandro Montagnoli  ha presentato velocemente i 4 articoli che costituiscono il testo di legge. La consigliera Patrizia Bartelle (GM) ha definito deludente  e piatto il documento finanziario, un testo “di basso profilo” denunciando la mancanza di volontà e apertura al dialogo della maggioranza nonostante le richieste delle opposizioni.   Maurizio Conte (VpA-ApV)  rammentando il caso dei licenziamenti prospettati da Acqua Vera, gruppo Nestlè, nel padovano e ricordando il caso di “bollette pazze” sui pozzi artesiani che in questi giorni stanno giungendo in molte abitazioni, ha sottolineato il nodo della tassazione sui prelievi delle acque minerali, previsti dall’art. 3 del Pdl 406,  a suo tempo calmierizzati per le aziende in cambio  della difesa dei livelli occupazionali ma che oggi sembra definirsi come un privilegio goduto soprattutto dalle multinazionali. Sul tema è intervenuto anche Stefano Fracasso (Pd) che sulla revisione dei canoni sulle acque minerali ha espresso tutta la sua contrarietà e la contrarietà del Pd. L’assessore Bottacin ha precisato che la materia delle acque per uso alimentare, comprese dunque le acque minerali, verrà affrontata in una più ampia revisione già programmata e  accogliendo la proposta del consigliere Conte ha accolto l’ipotesi della durata massima di un anno della proroga dell’attuale normativa: l’articolo in questione è stato quindi modificato in tal senso. Piero Ruzzante (LeU) ha denunciato come sull’art. 3 della legge relativo alle acque minerali criticata da Conte  “non solo vengono permessi guadagni enormi alle multinazionali,  ma consentiamo anche di licenziare le persone: siamo davanti ad una palese contraddizione” L’assessore Donazzan ha ricordato che altre regioni non applicano alcun canone sugli emungimenti, mentre in Veneto la tassa è alquanto rilevante. Cristina Guarda (Amp) ha chiesto a quanto ammonta il mancato introito conseguente alle norme previste. Si è quindi passati all’esame dell’articolato e degli emendamenti , le votazione degli ordini del giorno (non approvati: Ruzzante Odg 12  sul caso Acqua Vera e il patto sociale tra la multinazionale e la realtà locale; Odg 14 Azzalin di sostegno alle imprese nelle aree colpite dal maltempo di fine ottobre e primi di novembre in specie nel bellunese) con l’approvazione definitiva del testo del Pdl 406 dopo la sospensione necessaria per la riscrittura, attraverso un emendamento,  dell’art. 3 relativo al canone per gli emungimenti delle acque.

La seduta del Consiglio è stata quindi aggiornata a martedì 10 e mercoledì 11  con inizio dei lavori alle ore 10.30 quando l’assemblea regionale affronterà il quarto e ultimo capitolo della manovra finanziaria con il Pdl 407, “Bilancio di previsione 2019-2021”, il cosiddetto “tabellare”, relatore Alessandro Montagnoli, controrelatore Claudio Sinigaglia e una durata massima degli interventi di 30 ore.

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(Consiglio Veneto)

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