Agricoltura – Bartelle (IiC): “Allevamento intensivo di polli a Corbola, bandiera per la campagna elettorale del Sindaco uscente”

Agricoltura – Bartelle (IiC): “Allevamento intensivo di polli a Corbola, bandiera per la campagna elettorale del Sindaco uscente”

(Arv) Venezia 11 gen. 2019 –        “Il problema legato al progetto di un allevamento intensivo di 345mila polli da carne previsto a Corbola, sembra studiato apposta per essere la bandiera della campagna elettorale del Sindaco uscente, Michele Domeneghetti. Tant’è che lo stesso Primo cittadino disse, in diverse situazioni, che la sua vicinanza alla Lega poteva essere importante per bloccare l’allevamento”.

Queste le dichiarazioni della consigliera regionale Patrizia Bartelle (IiC), che commenta così “le dichiarazioni del Sindaco in ordine alle autorizzazioni ottenute dall’azienda agricola, che ha progettato l’allevamento intensivo di polli”.

“In un comune di circa 2400 abitanti, dove normalmente non accadono cose eclatanti – esordisce la consigliera regionale –  mi lascia un po’ perplessa il comportamento del Sindaco che torna nuovamente alla ribalta con la questione dell’allevamento intensivo di polli, con tanto di insediamento di un Comitato ufficiale, guidato da un presidente che non rilascia dichiarazioni ai giornali, quando invece dovrebbe essere proprio lui, per il ruolo ricoperto, il primo a informare i cittadini sulle riunioni pubbliche che vengono organizzate per discutere del problema e sulla petizione, per la quale servono le firme dei corbolesi”.

“Il Sindaco infatti, nelle ultime dichiarazioni – spiega Bartelle –  ha annunciato che il Comitato raccoglierà le firme per la petizione, ma è stato lo stesso Primo cittadino a bocciare, fin dal primo incontro pubblico svolto il 23 Maggio us, la proposta di raccogliere le firme per indire  un referendum, come previsto  dallo statuto comunale, ritenendo inutile il tutto”.

“Ora vedremo quali risposte verranno date a una delle osservazioni che depositai nei tempi utili  avvalendomi della consulenza del  biologo Devis Casetta – continua la consigliera regionale – Avevo denunciato, tra altre cose, come l’allevamento di tipo intensivo sarebbe stato collocato a una distanza inferiore ai 150 metri rispetto a tre abitazioni, in via Spin, distanza prevista dalla normativa vigente. Gli edifici in questione, non essendo né di proprietà né nelle disponibilità dell’azienda in termini di affitto, non possono considerarsi annessi agricoli quali ‘case del custode’. L’eventuale assunzione di qualcuno dei residenti con contratto di lavoro, come paventato dall’azienda agricola, non può certo configurarsi come vincolo urbanistico di ‘casa del custode’, e stiamo parlando di tre famiglie, non di una”.

“Altra osservazione – ricorda ancora Bartelle in conclusione – riguarda  le emissioni in atmosfera di sostanze odorigene, che si svilupperebbero dallo stoccaggio della pollina. Una situazione per la quale l’utilizzo di un telo di copertura impermeabile, proposto dall’azienda agricola, creerebbe condizioni di assenza di aria, che accentuerebbero i problemi di odori, in termini di emissioni di acido solfidrico e ammoniaca, al momento dell’allontanamento della pollina dall’azienda”.

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(Consiglio Veneto)

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