Ciambetti : “L’accordo Macron-Merkel tra la questione sociale e i carri armati, tra burro e cannoni ha scelto i cannoni. La chiamano risposta al populismo: è questa la nuova Europa?”

Ciambetti : “L’accordo Macron-Merkel tra la questione sociale e i carri armati, tra burro e cannoni ha scelto i cannoni. La chiamano risposta al populismo: è questa la nuova Europa?”

(Arv) Venezia, 23 gen. 2019 – “Inquietante: l’accordo  Macron-Merkel, le due grandi M  dell’Unione Europea,   ha scelto i cannoni, i carri armati e le armi, come nucleo centrale delle politiche di sviluppo dell’asse Parigi-Berlino, che ambisce ad essere il cuore della futura Europa”. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto e coordinatore del gruppo sulle Politiche di Coesione della Conferenza delle assemblee legislative regionali europee, commenta così la sigla dell’accordo ad Aquisgrana tra i due leder che “pongono una chiara opzione sul futuro comunitario europeo rinnovano il Trattato dell’Eliseo voluto nel 1963 da De Gaulle e Konrad Adenauer in ben diverso contesto internazionale e geopolitico – spiega Ciambetti –  Allora si trattava, per i francesi, di usare Germania dell’Ovest in chiave antistatunitense.   Oggi l’alleanza franco-tedesca si pone come perno dell’Unione del domani e riparte dai cannoni: nella cooperazione franco-tedesca non viene posto come centrale la questione sociale,  non c’è accenno ai motivi del mouvement des gilets jaunes, non ci si interroga  sul welfare state del futuro e la sua sostenibilità, non c’è parola sulla questione dei migranti. Non c’è un accenno alla promozione di una politica fiscale comune nell’Unione, ma solo dell’armonizzazione di aree frontaliere franco-tedesche, non si accenna al ruolo delle Regioni mentre è evidente che la regia del nuovo trattato pone come cardini l’Eliseo a Parigi e il  Bundeskanzleramtsgebäude a Berlino. Decide, per tutti, il centro. E tutti, sia chiaro, nell’ottica franco-tedesca non sono solo i francesi e i tedeschi, ma tutti gli europei. E si parte  da ‘una cultura militare e un’industria della difesa comuni’, come si legge nell’accordo. Torna alla mente un discorso di Mussolini che in visita proprio nel nostro  Veneto nel luglio del 1938  parlando delle Sanzioni decise dalla Società delle Nazioni contro l’Italia disse: “Quando a Ginevra 52 Stati, presieduti dall’attuale presidente della Repubblica di Praga, quando, dicevo, 52 Stati si riunirono per decretare le sanzioni contro l’Italia, io non ho mai dubitato un solo istante delle virtù e del coraggio del popolo italiano. Circolarono allora delle alternative assolutamente ridicole: burro o cannoni. Noi abbiamo scelto che cosa?’ chiese Mussolini  e la folla di Vittorio Veneto urlò ’Cannoni’. Vengono i brividi. Ancora oggi si scelgono cannoni. Come spiegò la Ministra “des Amèes” delle Forze Armate francese, Florence Parly,  ‘l’Europe de la défense ne soit plus un sujet de colloque, mais un réalité industrielle’ ma per far funzionare questa industria servono paesi ‘ayant de réelles capacités militaires et un vraie culture de l’intervention’ come spiegano da mesi  i generali francesi. Burro o cannoni?  E’ questa l’Europa del domani, una Europa con autentiche capacità di intervento e cultura militare? E’ questa l’Europa dei popoli e delle Regioni? Altro che politiche di coesione: qui si stanno progettando carri armati micidiali, ma per quale guerra? Tra la questione sociale, la coesione europea, la lotta alla povertà e i cannoni le due grandi M hanno scelto i cannoni e parlano di alleanza contro il populismo”

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(Consiglio Veneto)

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