Comunicato stampa: sono almeno tra 950 e 1300 le persone che potrebbero diventare “invisibili” in città

Il Comune di Padova ha approfondito quelle che saranno le conseguenze più immediate del Decreto Sicurezza, diventato legge dall’1 dicembre 2018, e ha calcolato che 950 persone, attualmente residenti nelle strutture dei Cas e registrate presso gli uffici dell’anagrafe di Padova, potrebbero diventare irregolari.

Per effetto della nuova legge e sulla base dei dati registrati e delle statistiche a disposizione, queste persone diventeranno di fatto dei “fantasmi” – spiega l’assessora ai servizi demografici, Francesca Benciolini – Oltre a loro subiranno l’effetto di questa legge i titolari di protezione umanitaria che, non potendo più essere rinnovata, lascerà queste persone senza documenti impedendo loro di proseguire percorsi avviati di lavoro e di vita e riducendoli allo stato di irregolarità. In questo caso è impossibile fare una stima. Il risultato è che l’anagrafe, che ha il compito di “fotografare” la situazione sul territorio, non potrà più farlo. Persone che perderanno il diritto alla residenza continueranno ad essere presenti in città e questo toglierà ai comuni ogni strumento di controllo“.

Le persone che non avranno più l’iscrizione all’anagrafe non potranno accedere a diversi servizi: “Si tolgono loro i diritti di base – prosegue Marta Nalin – Gli unici servizi a cui le persone in situazione di irregolarità possono avere accesso sono quelli a bassa soglia, in campo sanitario il pronto soccorso. Questo ha un costo sociale molto alto per tutta la comunità e sicuramente non aumenta la sicurezza”.

Le 950 persone che perderanno la residenza a Padova non sono gli unici “fantasmi” che potrebbero ritrovarsi in città: “Come Amministrazione abbiamo fatto delle valutazioni sui dati che abbiamo per capire nella maniera più precisa possibile le conseguenze di questo decreto per la nostra città – concludono Nalin e Benciolini – Dobbiamo però anche considerare le persone attualmente residenti in altri comuni, che non saranno più regolari e che probabilmente si sposteranno a Padova, città di maggiori dimensioni dove ci sono il pronto soccorso e più servizi a bassa soglia grazie anche al volontariato. Ma dove anche la criminalità è più presente. Depotenziare lo Sprar, inoltre, sfila un’ulteriore possibilità di gestione e controllo agli enti locali. Non capiamo come questo Decreto possa essere definito Sicurezza quando invece non fa che riversare problemi complessi sulle spalle di Comuni come Padova”.

(Comune di Padova)

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