Sanità – Azzalin (PD): “La specificità del Polesine riconosciuta dal Piano sociosanitario non basta. Adesso servono schede ospedaliere coerenti per garantire un futuro al nosocomio di Rovigo”

Sanità – Azzalin (PD): “La specificità del Polesine riconosciuta dal Piano sociosanitario non basta. Adesso servono schede ospedaliere coerenti per garantire un futuro al nosocomio di Rovigo”

(Arv) Venezia 9 gen. 2018 –      “L’ospedale di Rovigo deve avere una prospettiva come riferimento per il Polesine; il riconoscimento di hub provinciale non può essere solo a parole. Il caso di Pneumologia è emblematico, con un reparto che fino a poco tempo fa era considerato di eccellenza e adesso rischia lo smantellamento. Nonostante le schede ospedaliere, infatti, non ci sono posti letto e manca il personale medico, tra pensionamenti e malattie, tanto che per consentire le visite sono stati necessari dei contratti in deroga. In tutta la provincia non è possibile effettuare una broncoscopia, è una cosa fuori dal mondo! La rotta va invertita adesso, perché se si prende una china pericolosa, diventa poi difficile fermarsi. Non sono pochi i pazienti che mi hanno fatto presente questa situazione di precarietà”. A lanciare l’allarme sul futuro del nosocomio rodigino è Graziano Azzalin, Consigliere regionale del Partito Democratico, tramite una nota “in vista dell’approvazione delle nuove schede da parte della Giunta, che dovrebbe avvenire a breve, e commentando la delibera di Giunta su finanziamenti a Ulss, Aziende ospedaliere e Iov per l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza per il biennio 2019-2020. Il riparto annunciato è solo nominale poiché le cifre esatte si sapranno quando verrà approvato quello del Fondo sanitario nazionale, ma in ogni caso la situazione negli ospedali è tutt’altro che rassicurante. A cominciare da Rovigo che alla fine, dopo una nostra lunga battaglia in Commissione, si è vista riconoscere nel Piano sociosanitario la specificità, che prevede maggiori risorse e politiche tese a rendere efficienti i servizi e le prestazioni erogate. Con le schede dovranno essere garantiti in maniera inequivocabile strutture e organici, per dare una prospettiva di riferimento provinciale all’ospedale, facendolo diventare appetibile per gli specialisti. Altrimenti il destino è già scritto: gli ospedali infatti si chiudono non solo chiudendo i reparti, ma anche per consunzione, rendendoli inutili. Oggi è la volta di Pneumologia, domani la stessa sorte potrebbe toccare ad altre specializzazioni”.

“Non sono alla ricerca di colpevoli né interessato alla caccia alle streghe – puntualizza Azzalin – ma di una soluzione. A differenza del Comune di Rovigo che, pure su questo tema, è assente tanto da far pensare che a nessuno interessi il futuro dell’organizzazione sociosanitaria e le ricadute nella città capoluogo del Polesine. L’amministrazione deve far valere il proprio peso politico, non può assistere indifferente alle sorti dell’ospedale, poiché le conseguenze sia in termini di posti di lavoro che di carenza di servizi ricadranno inevitabilmente in primis su Rovigo. È una questione che riguarda tutti e non ha colore politico, mi auguro se ne accorgano anche a Palazzo Nodari in tempo utile, per un’approvazione delle schede coerente con quanto stabilito dal Pssr”.

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(Consiglio Veneto)

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