Autonomia – Zanoni (PD): “Zaia propone l’autonomia per tutti ma così condanna quella veneta alle calende greche, troppe le promesse non mantenute”

Autonomia – Zanoni (PD): “Zaia propone l’autonomia per tutti ma così condanna quella veneta alle calende greche, troppe le promesse non mantenute”

(Arv) Venezia, 25 feb. 2019  –   “Le dichiarazioni di Zaia sull’autonomia assumono sempre più un sapore carnevalesco, soprattutto con l’ultima sparata dell’autonomia per tutte le 15 Regioni a statuto ordinario”. Questo il commento del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito delle affermazioni del Governatore del Veneto. “Di promesse non mantenute sull’autonomia Zaia e la Lega ne hanno fatto sin troppe – osserva il consigliere Zanoni – La prima il 15 settembre 2018 , Erika Stefani ‘Autonomia entro il 22 ottobre 2018’; seconda il 21 ottobre 2018, Zaia ‘Senza autonomia andiamo in piazza’; terza il 26 ottobre 2018, Salvini ‘Autonomia entro l’autunno’; quarta il 22 dicembre 2018, Conte, Salvini, Stefani ‘Si firma l’autonomia entro il 15 febbraio’; quinta l 30 dicembre 2018, Salvini ‘Intesa il 21 marzo su tutte le materie’; sesta il febbraio 2019, Salvini  ‘Entro questa primavera’; settima il 23 febbraio 2019 Salvini ‘Entro l’anno, sarà la volta buona?’. Zaia evidentemente ha capito che il Salvini della nuova Lega sovranista Nord-Centro-Sud per non scontentare nessuno, l’autonomia proprio non la vuole concretizzare e perciò ora gioca l’ultima carta possibile, quella dell’autonomia a tutti, il che,  tradotto per il Veneto,  significa andare alle calende greche. In questo modo,  la colpa del mancato obiettivo non sarà più della Lega e del suo capo Salvini ma delle altre Regioni ‘brutte e cattive’ che non si mettono d’accordo. E intanto Zaia, così facendo tira a campare, memore evidentemente della massima che gira tra gli avvocati ‘Causa che pende, causa che rende’.  Con i mesi che passano,  anzi,  gli anni che passano, riesce in un secondo intento quello di far dimenticare l’altra grande promessa non mantenuta del referendum: i 9/10 di tasse trattenuti in Veneto come accade per le Province di Trento e Bolzano. I veneti operosi, che pagano le tasse, che hanno creduto nell’autonomia e alle promesse di Zaia, – conclude Zanoni – considerati anche i 16 milioni di euro dei contribuenti spesi per il referendum del 22 ottobre 2017, dopo questa presa in giro di Zaia e Salvini ora hanno tutto il diritto di essere imbufaliti. Speriamo che la lezione insegni qualcosa: dal 28 febbraio 2018 quando è stata firmata la pre-intesa sull’autonomia con Gentiloni e il sottosegretario Bressa poco in più si è fatto”.

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(Consiglio Veneto)

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