COLDIRETTI VENETO: L’ESASPERAZIONE DEI PASTORI SARDI E’ ANCHE LA NOSTRA. SOLIDARIETA’ AGLI ALLEVATORI DAL PRESIDENTE REGIONALE SALVAGNO

12/02/2019 – N.

COLDIRETTI VENETO: L’ESASPERAZIONE DEI PASTORI SARDI E’ ANCHE LA NOSTRA. SOLIDARIETA’ AGLI ALLEVATORI DAL PRESIDENTE REGIONALE SALVAGNO

12 Febbraio 2019 –  “La protesta dei pastori sardi è anche un fatto sociale” – commenta il presidente di Coldiretti Veneto Daniele Salvagno che nell’esprimere solidarietà ai colleghi imprenditori impegnati in una mobilitazione per il giusto riconoscimento del prezzo del latte di pecora. Salvagno coglie l’occasione per ricordare quanto il comparto lattiero caseario sia senza pace: a cominciare dalle quote, per possare alle importazioni dall’estero continuando con  i contratti capestro fino alla conquista dell’etichettatura d’origine.  In queste vicende si intrecciano le storie di centinaia di famiglie agricole che continuano, nonostante tutto, a contribuire con saggezza e abilità all’alta qualità delle produzioni italiane nel mondo, talmente buone e ricche di tradizione da essere copiate ovunque con l’italian sounding. “A loro è rivolta tutta la nostra attenzione – spiega Salvagno -. In Veneto 3mila stalle lavorano 10milioni di quintali l’anno che vanno trasformati per l’80% del quantitativo in pezze blasonate: ad esempio per il Grana Padano si impiegano 4 milioni di latte, per l’Asiago 2milioni, altrettanto significativa è la quantità per il Montasio, il Piave, il Provolone Val Padana. Chiudono la classifica il MonteVeronese e la Casatella Trevigiana. Tutta la filiera regionale sviluppa un valore che supera abbondantemente i 500 milioni di euro. Esiste un polo delle latterie (Soligo, Busche, Vicentine) che rappresenta un vero e proprio distretto a sostegno della dignità del lavoro dei produttori, calpestata invece in Sardegna dove le remunerazioni offerte sono offensive per i pastori ma anche illegali perche le norme sulla concorrenza vietano “qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, impone condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, di tanti nostri allevatori  quando si vedevano costretti a vendere quanto munto a sottocosto, anche a 25 centesimi il litro, perché inondati dal latte estero. Ora per fortuna, dopo le difficoltà degli ultimi tre anni, il prezzo è salito di qualche centesimo. Il problema di mercato però permane e deriva, come ha detto qualche giorno fa il Presidente nazionale Ettore Prandini dalla scarsissima considerazione nella filiera dell’agricoltore al quale rimangono solo le briciole. Su di lui vengono scaricati costi, speculazioni, contraffazioni, turbative  creati dalle industrie di trasformazione e dalle reti commerciali”.

(Coldiretti Veneto)

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