Comunicati stampa: mostra “Political Bodies. L’arTe è parTe di Te Padova”

Si inaugura sabato 9 febbraio alle ore 17:00, nello spazio espositivo della Galleria Cavour, la mostra dal titolo “Political Bodies. L’arTe è parTe di Te”, che rimarrà aperta fino al 17 febbraio (orario: 10-13/ 15-19, chiuso lunedì, ingresso libero).

La mostra, promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova e realizzata con il Cidp – Centro italiano disturbi di personalità, presenta 10 artisti emergenti che, attraverso fotografia, scultura, performance e video, hanno posto il corpo al centro della loro ricerca sia come entità fisica sia come metafora. Il corpo è celato, ferito, nascosto, isolato, vulnerabile e diviene spazio di indagine e investigazione per poter esplorare temi contemporanei riguardanti identità e rappresentazione, sessualità e genere, società e media.

Gli artisti partecipanti alla mostra provengono da diversi paesi e culture, ma sono uniti nell’utilizzo del corpo come soggetto e medium, creando così un linguaggio universale in grado di dar voce a mondi interiori e personali, ma anche di far scaturire domande e riflessioni su questioni sociali e politiche.

Il corpo diventa denuncia sociale con Mariani Bisti, che con Future Proof, affronta l’ansia provocata dal sociale e dal mondo dell’arte, ma è anche riferimento alla questione politica greca, e con Silvia Gentili in Synthetic Skins, progetto ispirato da fatti di cronaca avvenuti in Italia. L’artista esplora l’attuale tema della violenza sulle donne mettendo in scena un rito in cui l’acqua da elemento purificante diviene mezzo per cancellare il corpo e l’identità femminile.

Dionysis Livanis espone due lavori che riflettono sull’identità.
In Images for Men, l’artista indaga sul ruolo della mascolinità nella società contemporanea mettendo in discussione tipiche aspettative su come gli uomini dovrebbero apparire e comportarsi. Task #4 fa parte di una serie di performance che tratta di ansia e resistenza. L’artista si mette alla prova attraverso compiti assurdi ed ingiustificati, evidenziando così la linea sottile che divide umiliazione e dominio di sè, forza e debolezza.
In una realtà dove il corpo è idolatrato e pura immagine, Unfinished Me di Diego Brambilla indaga l’incompletezza del corpo e la pressione che la società esercita su di esso indipendentemente dal genere o dall’età. Mentre nelle pubblicazioni Pinups di Christopher Schulz, le figure maschili spartane divengono un mezzo per riflettere sulla relazione corpo maschile e genere nella società contemporanea.

In Covering the Carpet, gli autoritratti di Jocelyn Allen sono performance in cui il corpo è in contorsione, in bilanciamento in pose differenti al fine di nascondere la propria intimità. Mentre gli autoscatti di Inside Out di Paoloma Tendero guardano alle influenze delle malattie genetiche, passate attraverso le linee familiari, che rendono il corpo vulnerabile in un destino non richiesto.

In Liminality di Emese Wu, ci ritroviamo di fronte a una massa di capelli, apparentemente informe, che spiazza e lascia a ciascuno la libertà di interpretare il rapporto vita-morte in modo dinamico e continuo seguendo le proprie capacità interiori.

Nel corso della mostra il corpo viene spogliato dei suoi connotati materiali e relegato nel mondo del digitale.

La figura femminile diviene Madonna virtuale con A Consesual Hallunication di Yole Quintero. La comunicazione mediata dalla realtà virtuale è unita a elementi dell’identità culturale, delle politiche del corpo, della maternità, della religione e femminilità.
È, invece, attraverso la fusione del fisico e virtuale, del tradizionale e contemporaneo che il duo Blør con In The Flesh realizza un corpo frammentato e digitalizzato, estrapolato dai suoi parametri naturali.

La settimana della mostra sarà un’occasione per approfondire e dibattere i temi affrontati in Political Bodies attraverso incontri tra figure del mondo della psicoanalisi, della filosofia e dell’arte nazionale e internazionale.

Nei giorni 10,12,13,15 e 16 febbraio, alle ore 16:00, si svolgeranno visite guidate con i curatori e gli artisti.

È stato inoltre attivato un progetto dal titolo Metamorphosis: corpo, psiche e relazione tra Cidp e l’Istituto d’istruzione superiore E. Usuelli Ruzza, in cui è stato coinvolto un gruppo di allievi per affrontare le tematiche legate ai cambiamenti che l’individuo incontra nel corso della propria crescita corporea, psichica e relazionale. Il progetto avrà come esito finale una giornata formativa di workshop nell’ambito della mostra, in cui ai ragazzi verranno proposte delle attività inerenti all’autoscatto fotografico in un dialogo di confronto e di interazione con gli artisti e le opere esposte.

(Comune di Padova)

Comunicati stampa: mostra “Political Bodies. L’arTe è parTe di Te Padova”

Si inaugura sabato 9 febbraio alle ore 17:00, nello spazio espositivo della Galleria Cavour, la mostra dal titolo “Political Bodies. L’arTe è parTe di Te”, che rimarrà aperta fino al 17 febbraio (orario: 10-13/ 15-19, chiuso lunedì, ingresso libero).

La mostra, promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova e realizzata con il Cidp – Centro italiano disturbi di personalità, presenta 10 artisti emergenti che, attraverso fotografia, scultura, performance e video, hanno posto il corpo al centro della loro ricerca sia come entità fisica sia come metafora. Il corpo è celato, ferito, nascosto, isolato, vulnerabile e diviene spazio di indagine e investigazione per poter esplorare temi contemporanei riguardanti identità e rappresentazione, sessualità e genere, società e media.

Gli artisti partecipanti alla mostra provengono da diversi paesi e culture, ma sono uniti nell’utilizzo del corpo come soggetto e medium, creando così un linguaggio universale in grado di dar voce a mondi interiori e personali, ma anche di far scaturire domande e riflessioni su questioni sociali e politiche.

Il corpo diventa denuncia sociale con Mariani Bisti, che con Future Proof, affronta l’ansia provocata dal sociale e dal mondo dell’arte, ma è anche riferimento alla questione politica greca, e con Silvia Gentili in Synthetic Skins, progetto ispirato da fatti di cronaca avvenuti in Italia. L’artista esplora l’attuale tema della violenza sulle donne mettendo in scena un rito in cui l’acqua da elemento purificante diviene mezzo per cancellare il corpo e l’identità femminile.

Dionysis Livanis espone due lavori che riflettono sull’identità.
In Images for Men, l’artista indaga sul ruolo della mascolinità nella società contemporanea mettendo in discussione tipiche aspettative su come gli uomini dovrebbero apparire e comportarsi. Task #4 fa parte di una serie di performance che tratta di ansia e resistenza. L’artista si mette alla prova attraverso compiti assurdi ed ingiustificati, evidenziando così la linea sottile che divide umiliazione e dominio di sè, forza e debolezza.
In una realtà dove il corpo è idolatrato e pura immagine, Unfinished Me di Diego Brambilla indaga l’incompletezza del corpo e la pressione che la società esercita su di esso indipendentemente dal genere o dall’età. Mentre nelle pubblicazioni Pinups di Christopher Schulz, le figure maschili spartane divengono un mezzo per riflettere sulla relazione corpo maschile e genere nella società contemporanea.

In Covering the Carpet, gli autoritratti di Jocelyn Allen sono performance in cui il corpo è in contorsione, in bilanciamento in pose differenti al fine di nascondere la propria intimità. Mentre gli autoscatti di Inside Out di Paoloma Tendero guardano alle influenze delle malattie genetiche, passate attraverso le linee familiari, che rendono il corpo vulnerabile in un destino non richiesto.

In Liminality di Emese Wu, ci ritroviamo di fronte a una massa di capelli, apparentemente informe, che spiazza e lascia a ciascuno la libertà di interpretare il rapporto vita-morte in modo dinamico e continuo seguendo le proprie capacità interiori.

Nel corso della mostra il corpo viene spogliato dei suoi connotati materiali e relegato nel mondo del digitale.

La figura femminile diviene Madonna virtuale con A Consesual Hallunication di Yole Quintero. La comunicazione mediata dalla realtà virtuale è unita a elementi dell’identità culturale, delle politiche del corpo, della maternità, della religione e femminilità.
È, invece, attraverso la fusione del fisico e virtuale, del tradizionale e contemporaneo che il duo Blør con In The Flesh realizza un corpo frammentato e digitalizzato, estrapolato dai suoi parametri naturali.

La settimana della mostra sarà un’occasione per approfondire e dibattere i temi affrontati in Political Bodies attraverso incontri tra figure del mondo della psicoanalisi, della filosofia e dell’arte nazionale e internazionale.

Nei giorni 10,12,13,15 e 16 febbraio, alle ore 16:00, si svolgeranno visite guidate con i curatori e gli artisti.

È stato inoltre attivato un progetto dal titolo Metamorphosis: corpo, psiche e relazione tra Cidp e l’Istituto d’istruzione superiore E. Usuelli Ruzza, in cui è stato coinvolto un gruppo di allievi per affrontare le tematiche legate ai cambiamenti che l’individuo incontra nel corso della propria crescita corporea, psichica e relazionale. Il progetto avrà come esito finale una giornata formativa di workshop nell’ambito della mostra, in cui ai ragazzi verranno proposte delle attività inerenti all’autoscatto fotografico in un dialogo di confronto e di interazione con gli artisti e le opere esposte.

(Comune di Padova)

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