Cultura – “Seduta speciale della Sesta Commissione consiliare per celebrare il Giorno del Ricordo 2019. Il testimone della memoria va trasmesso ai giovani”

Cultura – “Seduta speciale della Sesta Commissione consiliare per celebrare il Giorno del Ricordo 2019. Il testimone della memoria va trasmesso ai giovani”

(Arv) Venezia, 6 feb. 2019 – La Sesta Commissione consiliare permanente, su iniziativa del Presidente Alberto Villanova (ZP), si è riunita oggi in seduta speciale, in occasione degli eventi per il Giorno del Ricordo del 10 febbraio 2019, per celebrare la ricorrenza e rendere omaggio al sacrificio di tantissimi italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia infoibati dai partigiani titini o esulati durante la Seconda Guerra Mondiale e nell’immediato dopoguerra.

Il Vicepresidente del Consiglio regionale, Massimo Giorgetti, ha portato i saluti istituzionali e ha ringraziato “tutti i presenti, in particolare l’Assessore regionale Elena Donazzan e i ragazzi delle scuole. Un sentito grazie va anche al Presidente Villanova per aver voluto e organizzato questo incontro che rende omaggio alla memoria comune di un evento storico tragico che ha colpito e segnato per sempre tantissimi nostri fratelli italiani”.

Così il Presidente Villanova: “Ringrazio tutti i presenti e in particolare i relatori che oggi hanno portato una accorata testimonianza diretta, vissuta sulla propria pelle, di un evento storico terribile che ha segnato per sempre tantissimi veneti del confine orientale. Ringrazio, inoltre, Giulia Millevoi, Presidente della Società di Mutuo Soccorso di Albona (Istria), Franco Luxardo, Presidente dell’Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo, Andrea Todeschini Premuda, Presidente Comitato di Padova dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Laura Vendrame, consigliere dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia di Treviso, Giorgio Varisco, Segretario Generale FederEsuli, e Adriano Scabardi, Segretario AFIM”.

“Il Giorno del Ricordo – ha continuato il Presidente – è stato istituito con Legge 30 marzo 2004, n. 92, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati italiani dalle loro terre nel confine orientale. Quest’anno, per la prima volta, abbiamo voluto onorare la ricorrenza in questo prestigioso luogo istituzionale, in una seduta speciale della Commissione consiliare Cultura, che eccezionalmente abbiamo aperto ai ragazzi delle scuole affinché possano portare nei loro cuori la testimonianza di una tragedia che ha colpito tantissimi fratelli veneti fiumani, dalmati e istriani. Non nascondo l’emozione di presiedere oggi questa Commissione che affronta un tema a me molto caro, ovvero il sacrificio di moltissimi italiani, vittime della pulizia etnica portata avanti con spietatezza da un autentico criminale, quale fu il Maresciallo Tito, a cui bisogna assolutamente togliere l’indecente onorificenza del Cavalierato di Gran Croce della Repubblica italiana che gli venne conferita nel 1969. 350 mila italiani furono costretti a lasciare le loro terre e a fuggire in Italia, tuttavia furono colpevolmente dimenticati dal nostro Stato per più di 60 anni, per il censurabile tentativo di nascondere dal punto di vista storico una pulizia etnica perpetrata con il fine di rimuovere l’italianità da quelle terre orientali. Oggi vogliamo onorare la memoria di tutte le vittime delle foibe e ricordare il drammatico esodo dei nostri corregionali costretti a lasciare terre venete abitate per secoli e nei confronti delle quali esiste tuttora un forte legame identitario, culturale e storico. Purtroppo, a tutt’oggi, sottolineo con amarezza come, nei confronti di questa immane tragedia storica, non esista ancora una memoria del tutto condivisa, come testimoniano le polemiche scoppiate nei giorni scorsi. Certo, sono stati fatti significativi passi in avanti, ma ora le Istituzioni democratiche devono con ancora maggior decisione prendere le distanze dai negazionisti. Anche per questo, è fondamentale celebrare il Giorno del Ricordo e trasmettere alle giovani generazioni il testimone della memoria”.

“Al termine della seduta – ha concluso il Presidente Alberto Villanova –  la Commissione ha votato all’unanimità una Risoluzione per impegnare il Consiglio regionale e la Regione a sostenere la memoria di tutte le vittime delle foibe e degli esuli giuliano- dalmati. Il Giorno del Ricordo serve per riflettere su questa tragedia storica e per affidare alle giovani generazioni un inestimabile patrimonio di memoria che non va disperso, ma valorizzato. Ogni manifestazione che strumentalizzi o neghi questa tragedia storica va messa al bando senza se e senza ma. La Giunta riproporrà anche il prossimo anno scolastico l’indizione di un bando per premiare i migliori elaborati che affronteranno il tema della persecuzione giuliano dalmata. Anche nel 2020, inoltre, il Giorno del Ricordo verrà celebrato qui con una seduta speciale della Commissione. L’obiettivo deve essere quello di arrivare a una memoria sempre più condivisa, proprio a partire dal Consiglio regionale. Invito i ragazzi a guardare il film ‘Red Land’, perché le giovani generazioni vanno sensibilizzate a rinnovare nel tempo il ricordo delle foibe e degli esuli, con correttezza e onestà intellettuale, un evento storico che va visto come un dramma italiano, senza strumentalizzazioni politiche, anche per non far morire una seconda volta le persone che persero la vita in quegli anni tragici”.

Il Vicepresidente della Sesta Commissione, Francesca Zottis (PD): “E’ importante la ricostruzione storica e le testimonianze raccolte oggi. Questa tragedia non può essere cancellata e strumentalizzata, bisogna ritrovare compattezza in valori comuni, come quelli della libertà e dell’identità, per non precipitare in una nuova fase di oscurantismo. Spero che i ragazzi siano orgogliosi di quelle vittime e non rinuncino mai a esercitare la libertà di parola e all’orgoglio di essere italiani”.

Orietta Salemi (PD): “Come già accaduto due settimane fa per la Giornata della Memoria, anche oggi il Consiglio regionale è vicino ai giovani. Bisogna non solo leggere la Storia, ma soprattutto incontrare la vita per toccare con mano cosa significhi la dignità umana offesa e ferita. Bisogna accostarsi al passato, che ha segnato l’abisso dell’umanità, con onestà intellettuale, per costruire un futuro migliore che segni la riappacificazione e metta al bando ogni forma di risentimento. I nostri animi portino sempre la traccia di quello che è accaduto oggi”.

Maurizio Colman (LN): “Oggi è stata data una cornice storica a questa tragedia riempiendola poi di contenuti toccanti. E’ necessario parlare di questi eventi dolorosi, portando conoscenza e verità”.

Erika Baldin (M5S): “Oggi in aula consiliare è stata ricordata giustamente una pagina dolorosa di Storia italiana che va ricordata, soprattutto nelle scuole, per allontanare con decisione ogni forma di negazionismo o di giustificazionismo”.

Assessore Donazzan: “La Risoluzione passata oggi all’unanimità in Sesta Commissione verrà votata dal Consiglio regionale e diverrà così atto ufficiale per impegnare chi verrà dopo di noi a fare sì che nelle scuole si continui ad approfondire questa tragedia storica e per arrivare finalmente a una memoria condivisa, al di là delle legittime differenze politiche. Plaudo in particolare alla sensibilità dimostrata dal Presidente Villanova per aver voluto questa seduta speciale”.

Sono quindi intervenuti, Massimiliano Lacota, Presidente dell’Associazione Esuli istriani di Trieste, che ha trattato, sotto l’aspetto storico, il tema ‘Foibe ed esodo’. “Oggi parliamo di una tragedia storica che ha portato alla cancellazione della presenza italiana in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, con il coinvolgimento di tantissime famiglie italiane che si lasciarono alle spalle un patrimonio artistico e culturale di primissimo livello. Questo terribile fenomeno storico si è articolato in diverse tappe. La prima data significativa è l’estate del 1943, con la firma dell’Armistizio e con il conseguente scioglimento dell’esercito che, nel confine orientale, ebbe conseguenze drammatiche; per un mese si scatenarono cruente vendette che videro la popolazione italiana pesantemente colpita. Furono così costrette all’esodo alcune migliaia di connazionali, soprattutto coloro che ricoprivano incarichi pubblici. Poi, Zara nel 1944 fu colpita da violenti bombardamenti ordinati da Tito per cancellare la presenza italiana da una enclave di connazionali in un territorio prettamente slavo. Quindi, nel maggio/giugno 1945 si verificò la tragedia peggiore, in coincidenza con la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ci fu una occupazione durissima della città di Trieste, con moltissimi italiani infoibati o deportati che, ad ogni modo, non tornarono più a casa. Dal 1947, con la firma del Trattato di Pace, il 10 febbraio, fino agli Anni Sessanta, si registrò un secondo esodo di italiani, questa volta più massiccio. L’ultima fase, quando Trieste tornò allo Stato italiano a seguito degli accordi sottoscritti il 5 ottobre 1954, con il passaggio della zona A dell’Istria dall’amministrazione militare alleata all’amministrazione civile italiana, mentre la zona ‘B’ rimase iugoslava e la cui popolazione fu fatta oggetto di sanguinose persecuzioni. Il 10 novembre 1975, con la firma del Trattato di Osimo, ratificato dal Parlamento italiano nel 1977, la zona A venne definitivamente assegnata all’Italia, mentre la zona B, quella a sud di Trieste, alla Jugoslavia, con conseguenze pesantissime per i Giuliani espropriati dei loro beni e costretti all’esodo”.

Luigi D’Agostini, ricercatore storico ed esule da Capodistria, ha testimoniato l’occupazione iugoslava in Istria e ha raccontato brevemente alcuni fatti storici che hanno direttamente coinvolto la sua famiglia. “Capodistria, l’8 settembre 1943 fu lasciata in balia di se stessa. I partigiani di Tito entrarono in città il 24 settembre, commettendo violenze indicibili nei confronti degli italiani, persecuzioni che continuarono fino al 1947. Ricordo, in particolare, che in occasione della festa del Santo Patrono di Capodistria, San Nazario, il Vescovo venne selvaggiamente aggredito sul sagrato della chiesa. Chiudo il mio intervento ricordando il martirio della studentessa ventenne Norma Cossetto, vittima, come tantissimi italiani, di una vera e propria pulizia etnica”.

Italia Giacca, Presidente onorario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed esule istriana, ha fatto partecipe l’aula consiliare “dei miei tre esodi. Sono istriana di nascita, triestina di prima adozione e italiana di seconda. A sei anni, il 28 giugno 1948, abbandonai il mio paese natio per raggiungere papà a Trieste; ricordo ancora le lacrime di mia madre, di mia sorella, di mio nonno, troppo vecchio per seguirci. L’obiettivo della nostra famiglia fu quello di mantenere sempre la libertà e l’italianità, proprio quei valori che la pulizia etnica titina tentò di sradicare. A 23 anni mi laureai a Padova, alla stessa età di Norma Cossetto e l’ultimo esodo fu quando divenni nonna. Dobbiamo confrontarci con tre cose: foibe, esodo e silenzio, e ora anche con i negazionisti. Chiudo così citando uno degli aforismi di Euripide che trovo particolarmente significativo per riassumere questa immane tragedia storica: ‘la verità ha un linguaggio semplice e non bisogna complicarla’”.

Sono stati ospitati alcuni alunni del liceo G. Marconi di Conegliano, dell’Educandato Agli Angeli di Verona  e del Liceo Salesiano Don Bosco di Verona .

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(Consiglio Veneto)

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