Il sindaco Brugnaro presenta a Sant’Erasmo la variante 18 al Piano degli Interventi: “Combattiamo la burocrazia dando finalmente possibilità di sviluppo all’isola”

“Sono qui per spiegarvi quello che potrete fare, perché ora la situazione per Sant’Erasmo si sblocca. Abbiamo rimosso tante norme e normette che toglievano la possibilità all’isola di svilupparsi”. Ha esordito in questo modo il sindaco Luigi Brugnaro durante l’incontro con i cittadini e la stampa di stamattina nel patronato della parrocchia di Sant’Erasmo per presentare la variante al Piano degli interventi numero 18, che riguarda esclusivamente quest’isola e quella delle Vignole: “Qui tante attività si sono rivelate impossibili perché mancavano i permessi – ha continuato il primo cittadino – la burocrazia ha dato sempre la colpa all’ambiente o alla paesaggistica, ma anche voi avete diritto a vivere bene. Volevo incontrarvi per spiegare le nostre idee per indurre i giovani a rimanere qui e per rendere attrattiva l’isola per chi volesse venire ad abitarci”.

De Martin: “Questa è un’isola viva”

All’incontro sono intervenuti il consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, Giovanni Giusto, il consigliere delegato ai Rapporti con le Isole, Alessandro Scarpa “Marta”, e l’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Massimiliano De Martin, cui è spettato il compito di spiegare l’iter che seguirà la variante e i suoi contenuti principali: “Vogliamo pianificare ascoltando il territorio – ha sottolineato – Avete dimostrato attraverso i precedenti incontri di avere voglia di vivere qui. Avete per esempio chiesto di aprire dei chioschi vicino agli imbarcaderi e desiderate più fluidità nelle pratiche – ha continuato – Per questo abbiamo previsto norme che permetteranno di ampliare le vostre abitazioni e di sviluppare le proprie attività in modo più fluido. Sant’Erasmo sta dimostrando di essere un’isola viva”.

L’iter per l’approdo in Consiglio comunale

L’iter per l’approdo in Consiglio comunale della variante al Piano degli interventi, approvata di recente dalla Giunta, inizierà già da lunedì con la riunione della commissione consiliare competente: “Una volta che l’atto sarà approvato in modo definitivo spetterà a voi presentare eventuali progetti agli uffici comunali che, sentita la Soprintendenza ai Beni culturali, se tutto sarà in ordine daranno il loro nulla osta”, ha spiegato Brugnaro alla sala gremita di residenti. Presenti anche i consiglieri comunali Paolo Pellegrini, presidente della IV commissione consiliare, Ciro Cotena e Francesca Rogliani.

Residenzialità, agricoltura, sviluppo

All’interno della delibera sono state inserite misure a favore della residenzialità, dell’artigianato, dell’agricoltura e dello sviluppo: si interviene sulle modalità di intervento sugli edifici codificati dal Piano degli Interventi, su quelli a uso residenziale situati in area impropria (tredici in tutto, rischiavano la demolizione) e sugli ambiti di tutela del paesaggio, in più si modificano la norma per la zona B R/U di ristrutturazione urbanistica, quelle che riguardano l’installazione di capanni per il ricovero di attrezzi agricoli e, infine, su quelle che incentivano la multifunzionalità in agricoltura, settore molto sviluppato tra Sant’Erasmo e le Vignole.

Chioschi e prodotti locali

Nella delibera si individua anche un’area pubblica dove si realizzerà una struttura per valorizzare e far conoscere i prodotti locali, mentre una zona a sviluppo residenziale sarà destinata a strutture ricettive all’aperto. Sulle due isole saranno individuati anche 3 ambiti circoscritti per cui saranno rilasciate concessioni su area pubblica per l’insediamento di chioschi commerciali tra l’area della Chiesa, della Torre Massimiliana e di Punta Vela.

“Combattiamo la burocrazia”

“A me dispiace molto che abbiano bloccato il vostro sviluppo – ha sottolineato il sindaco Brugnaro – è la burocrazia che sta uccidendo questo Paese. Avevano identificato 90 edifici come ‘di pregio monumentale e di interesse storico testimoniale’, per cui non si potevano allargare o manutentare. Ora noi non togliamo questa norma, ma la ampliamo dando la possibilità di ingrandire un’abitazione in adiacenza o in corpo separato, sempre naturalmente salvaguardando il paesaggio. Ciò vuol dire che i genitori potranno costruire la casa per i loro figli, o che le giovani coppie potranno decidere di rimanere a vivere a Sant’Erasmo. Non è vero che questa è una citta morta, noi siamo vivi”.

“Questa variante è una grande opportunità”

Dello stesso avviso il consigliere delegato alle Tradizioni Giovanni Giusto: “Chiamare opportunità questa variante è dire poco – ha sottolineato – Stiamo scardinando il sistema andando contro la burocrazia e lo Stato. Voi custodite ancora la tradizione veneziana e i vostri figli, se lo vorranno, potranno crescere rimanendo qui”. Un concetto ribadito anche dal consigliere delegato ai Rapporti con le Isole, Alessandro Scarpa “Marta”: “Per le vostre istanze ci siamo noi consiglieri delegati e i consiglieri comunali – ha spiegato – siamo a vostra disposizione per migliorare la qualità della vita di tutti”.

Venezia, 8 febbraio 2019

(Comune di Venezia)

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