6 cose da sapere sul 5×1000

Districarsi nel mondo del 5×1000 può non essere semplice, tra moduli, scadenze, rendiconti, codici fiscali… Per questo il Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) di Verona ha preparato un breve promemoria, dove trovare tutto quello che c’è da sapere su questo strumento di devoluzione fiscale.

6 cose da sapere sul 5×1000, utili a chi supporta e promuove la propria organizzazione e soprattutto ai donatori per guidarli al meglio alla destinazione del 5×1000.

 

Cos’è il 5×1000?

Il 5×1000 è una quota percentuale dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) che lo Stato Italiano ripartisce tra gli enti di ricerca scientifica, le organizzazioni non profit e gli enti del Terzo settore che svolgono attività di utilità sociale. La destinazione del 5×1000 non è dunque una tassazione aggiuntiva del contribuente, bensì una piccola ma significativa parte della tassazione Irpef che se non destinata rimane nelle casse dello Stato.
Per destinare la quota del 5×1000 è sufficiente firmare in uno dei cinque appositi riquadri dedicati che figurano sui modelli di dichiarazione dei redditi (modello 730, modello Unico e CU).

 

Le scadenze del 5×1000

Per il 2019, ecco di seguito le scadenze da rispettare per la presentazione della modulistica relativa alla dichiarazione dei redditi 2018.
Per i dipendenti, il 730 precompilato deve essere presentato entro:

  • l’8 luglio nel caso di presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate
  • il 23 luglio nel caso di presentazione al sostituto d’imposta oppure al CAF o al professionista di fiducia.

Il 730 ordinario si presenta entro l’8 luglio al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al CAF o al professionista abilitato.
I contribuenti che non devono presentare la dichiarazione possono scegliere di destinare l’otto, il cinque e il due per mille dell’IRPEF utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica 2019 (CU) o al Modello Redditi Persone Fisiche 2019.
Il Modello Redditi Persone Fisiche 2019 (ex Unico) deve essere presentato:

  • dal 2 maggio 2019 al 30 luglio 2019 se la presentazione viene effettuata in forma cartacea per il tramite di un ufficio postale
  • entro il 30 settembre 2019 se la presentazione viene effettuata per via telematica, direttamente dal contribuente o se viene trasmessa da un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati.

 

A chi si può destinare il 5×1000

  • enti di volontariato e ONLUS
  • ricerca scientifica e universitaria
  • ricerca sanitaria
  • politiche sociali perseguite dai comuni
  • attività sportive a carattere dilettantistico
  • attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

 

Cosa fare per destinare il 5×1000

Per destinare il 5×1000 è necessario porre la propria firma in uno dei cinque riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione nell’apposita scheda e scrivere il Codice Fiscale dello specifico ente scelto. Ad esempio, se si sceglie di devolvere il 5×1000 a un’associazione, si dovrà firmare il riquadro che riporta la dicitura “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…” e scrivere il Codice Fiscale dell’organizzazione scelta.
Attenzione: se si firma su uno specifico comparto senza inserire il Codice Fiscale, il 5×1000 verrà redistribuito proporzionalmente tra tutti i soggetti beneficiari del comparto in cui è stata inserita la firma. Se la firma non viene inserita, il 5×1000 verrà versato comunque, ma la quota rimarrà allo Stato.

 

Gli obblighi dell’ente che riceve i fondi del 5×1000

Tutti i soggetti beneficiari del 5×1000 sono tenuti a dimostrare, in modo chiaro e dettagliato, l’impiego delle somme percepite redigendo un apposito rendiconto e una relazione illustrativa attraverso i quali i soggetti destinatari del contributo dimostrano l’utilizzo delle risorse ricevute entro un anno dalla loro percezione.
Chi sceglie di destinare il 5×1000 ad un’organizzazione della propria provincia può essere sicuro che tutti i fondi raccolti sono interamente utilizzati per finanziare i progetti di utilità sociale realizzati sul territorio.

5×1000, 8×1000,2×1000: quali sono le differenze?

Queste tre misure di sussidiarietà fiscale prevedono la devoluzione da parte dello stato della relativa porzione di IRPEF del contribuente a favore di un ente. Esse sono tra loro compatibili in quanto vanno a favore di realtà ed ambiti distinti. L’8×1000 è stato istituito nel 1985 e prevede che la relativa quota delle imposte ricavate dall’Irpef sia destinata allo Stato (a scopi di carattere sociale o di interesse umanitario) o a varie confessioni religiose (Cristiane: Cattolica, Ortodossa, Apostolica, Evangelista Valdese, Luterana, Battista, Metodista; Assemblea di Dio; Chiesa Avventista; Ebraica, Buddista e Induista). Il 2×1000 è invece la quota dell’imposta Irpef che può essere devoluta a favore di un partito politico.
Le tre forme non si escludono e non comportano un aumento della tassazione.

(CSV di Verona)

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