Ambiente – Ruzzante (LeU), Bartelle (IIC), Guarda (Civica AMP): “Errori evidenti nei controlli Arpav presso la distilleria Bonollo di Conselve, in provincia di Padova: la Giunta Zaia come intende intervenire?”

Ambiente – Ruzzante (LeU), Bartelle (IIC), Guarda (Civica AMP): “Errori evidenti nei controlli Arpav presso la distilleria Bonollo di Conselve, in provincia di Padova: la Giunta Zaia come intende intervenire?”

(Arv) Venezia, 25 mar. 2019   –   “Un’altra ombra sulla questione relativa alla distilleria Bonollo, che da anni preoccupa i cittadini di Conselve, in provincia di Padova: Arpav non ha effettuato le analisi per verificare la presenza di metalli in occasione del grande sversamento di gennaio 2019. Vogliamo sapere perché: presentata interrogazione. Dopo le recenti rivelazioni sul caso Pfas, ci chiediamo se Zaia e la sua Giunta vogliono Arpav al servizio dei cittadini o ai comodi dei potenti del Veneto”. I Consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Civica AMP), chiamano in causa la Giunta regionale con un’interrogazione a risposta immediata “per sapere come intenda intervenire rispetto all’evidente erroneità dell’operato di Arpav nell’esecuzione dei controlli sulle emissioni della distilleria Bonollo di Conselve”.

Nello specifico, nell’interrogazione, i tre Consiglieri si riferiscono “alle analisi relative al verbale di prelievo n. 1020 del 6 gennaio 2019 (scolo campestre interno in corrispondenza di via Padova n. 70), ottenute dal Consigliere Ruzzante tramite un accesso agli atti. Considerate le ultime notizie sulle indagini legate al caso di inquinamento Pfas, in cui si ipotizzano alcune responsabilità a carico di parte di Arpav, viene da chiedersi se chi governa la regione metta al primo posto la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente oppure voglia Arpav al servizio dei potenti del Veneto. Non si capisce perché tra i parametri del rapporto di prova del giorno 7 gennaio 2019 non rientri quello relativo alla presenza di metalli, nonostante nel verbale di prelievo venisse esplicitamente richiesto proprio dai tecnici Arpav. La spiegazione fornita nel rapporto di prova è che la natura del campione (acque melmose) non consentiva l’analisi dei metalli”.

“Una tesi che non regge – commentano Ruzzante, Bartelle e Guarda – per due ragioni: da un lato perché la verifica dei metalli presenti nei fanghi è un’analisi che rientra nella prassi, basti pensare alle analisi sui fanghi del Petrolchimico di Marghera, dunque Arpav poteva senz’altro analizzare il campione melmoso; del resto, se così non fosse, non si spiegherebbe la scelta dei tecnici Arpav intervenuti sul campo di prelevare del materiale melmoso e non un campione di altro tipo, ad esempio di terreno”.

“Un’altra ombra sulla questione Bonollo – concludono i Consiglieri – torniamo a chiedere alla Giunta Zaia di fare chiarezza e intervenire presso Arpav. I cittadini di Conselve chiedono soltanto di sapere cosa respirano e cosa viene sversato nella loro terra, noi crediamo che abbiano il diritto di avere una risposta. Zaia è d’accordo?”.

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(Consiglio Veneto)

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