Assistenza – Ruzzante (Leu), Bartelle (IIC): “Stop a privatizzazione e declino delle IPAB del Veneto”.

Assistenza – Ruzzante (Leu), Bartelle (IIC): “Stop a privatizzazione e declino delle IPAB del Veneto”.

(Arv) Venezia, 12 mar. 2019 – “Il Veneto è l’unica Regione a non aver ancora approvato la riforma delle Ipab. La tanto decantata ‘buona amministrazione’ della Giunta Zaia è una fake news: sono gli ultimi in Italia, i cittadini del Veneto e i lavoratori delle Ipab attendono la riforma da quasi vent’anni. La cura degli anziani è scaricata sulle famiglie e in particolare sulle donne, spesso costrette a part-time o a rinunciare al lavoro per assistere familiari anziani. Siamo solidali con i lavoratori delle 110 Ipab del Veneto che questa mattina hanno manifestato assieme alla CGIL davanti a Palazzo Balbi con lo slogan ‘Riforma delle Ipab non deve passare un altro anno’”. Così i Consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), oggi a Belluno “in occasione della cerimonia che si è svolta nel Teatro Comunale alla presenza del Presidente della Repubblica. Condividiamo – aggiungono – le preoccupazioni dei lavoratori rispetto alla strisciante privatizzazione del settore, alle ormai conclamate carenze di organico nelle strutture, all’utilizzo di contratti diversi dal contratto nazionale di riferimento. C’è poi la questione dell’assurdo svantaggio fiscale per le strutture pubbliche che pagano l’8,5% di Irap invece del 3,9% delle strutture private. Abbiamo più volte incalzato la Giunta Zaia su questi punti, anche con interrogazioni in materia di Ipab, e torneremo a farlo”.

“Grazie alla Giunta Zaia – puntualizzano i Consiglieri – la nostra Regione sulle Ipab è fanalino di coda in Italia, altro che la tanto sbandierata ‘efficienza’ di questa amministrazione. Con l’immobilismo della Giunta, i servizi pubblici per gli anziani peggiorano giorno dopo giorno, proprio quando si registra un progressivo invecchiamento della popolazione. Se il servizio socio-sanitario non viene messo nelle condizioni di assorbire la richiesta di cure, è evidente che il peso ricade tutto sulle famiglie ed in particolare sulle donne. Con ripercussioni evidenti: dove aumenta il lavoro di cura familiare, dunque non pagato, diminuisce il reddito. Non a caso – concludono Ruzzante e Bartelle – in Veneto si registra un gap retributivo tra uomini e donne del 35%, con un peggioramento generale delle condizioni del lavoro femminile negli ultimi dieci anni. I part-time, ad esempio, sono aumentati dal 39% al 48%”.

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(Consiglio Veneto)

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