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Pesca – Bartelle (IIC): “Ancora una volta la Regione è in ritardo per aiutare i pescatori”

Pesca – Bartelle (IIC): “Ancora una volta la Regione è in ritardo per aiutare i pescatori”

(Arv) Venezia 4 mar. 2019 –    “225 chilometri quadrati che si estendono dalle 6 alle 12 miglia nel mare Adriatico a largo della costa del Delta, sono le misure della bozza dell’area Sic che sarà presentata dalla Regione Veneto in Commissione Europea, in occasione della riunione che si svolgerà a Zagabria il prossimo 7 Marzo. Una proposta abbozzata dopo la concertazione tra le regioni del Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, le associazioni di categoria e gli operatori di interesse. Sono alcune notizie salienti emerse nei giorni scorsi sulla questione dei Sic Marini, nel corso del tavolo azzurro che si è svolto nella sala consiliare a Porto Tolle”. Lo ricorda tramite una nota la Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge: “Nel corso del mio intervento ho sottolineato la responsabilità politica della Regione Veneto, dovuta ai tempi degli interventi programmati, in ritardo rispetto alle necessità del mondo della pesca. Fattori che si sommano ad altre inadempienze e a mancati rispetti dei termini di legge, per i quali sono aperte delle infrazioni da parte della Comunità Europea nei confronti appunto della nostra Regione”.

“Una situazione – continua la Consigliera Bartelle – che si aggiunge al ritardo  dell’arrivo dei contributi necessari per risolvere i problemi di vivificazione delle lagune, per i quali i pescatori aspettano da tempo. Anche se i soldi arriveranno tra 7 giorni significa che la Regione è nuovamente in ritardo. I pescatori in questo momento hanno bisogno che partano i lavori di scavo nelle lagune, per consentire l’idrodinamicità dell’acqua per il buon andamento dell’allevamento dei molluschi e di nuovi scavi nella bocca sud Barbamarco, perché diversi pescatori sono costretti ad emigrare temporaneamente a PortoGaribaldi, con tutte le conseguenze del caso, per non rischiare di incagliarsi con i propri pescherecci, durante l’entrata nel porto di Pila, dopo la quotidiana giornata  di lavoro”.

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(Consiglio Veneto)

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