Politica – Guarda (AMP) e Azzalin (PD): “Lo sfruttamento delle donne non si combatte riaprendo le case chiuse: il Progetto di legge è l’ennesima arma di distrazione di massa per non affrontare i problemi del Veneto”.

Politica – Guarda (AMP) e Azzalin (PD): “Lo sfruttamento delle donne non si combatte riaprendo le case chiuse: il Progetto di legge è l’ennesima arma di distrazione di massa per non affrontare i problemi del Veneto”.

(Arv) Venezia, 1 mar. 2019 – “Le donne e la loro dignità non si tutelano affatto con la riapertura delle case chiuse. La regolamentazione della prostituzione non dà alcuna garanzia contro lo sfruttamento, dobbiamo evitare scorciatoie semplicistiche e pericolose”. I Consiglieri regionali Cristina Guarda (Lista AMP) e Graziano Azzalin (Partito Democratico), tramite una nota, si schierano “contro il Progetto di legge statale dell’esponente venetista Antonio Guadagnini per disciplinare l’esercizio della prostituzione, approvato ieri in Quinta commissione. Questo fenomeno – puntualizzano – è una vera e propria piaga, lede i diritti della persona e favorisce una cultura della sottomissione della donna. Non possiamo accettare che ci sia una parte di popolazione che ne sfrutta un’altra motivandola, magari, con maggiori entrate per le casse dello Stato poiché la prostituzione sarebbe tassata. Anziché pensare al gettito fiscale ci si impegni in azioni per ridurre la prostituzione. Dietro ci sono racket mafia e sfruttamento, fino ad arrivare a una vera e propria ‘tratta delle schiave’. E davvero c’è chi crede di risolvere tutto con un albo professionale? Se si vuole affrontare il problema, ci si confronti con associazioni e professionisti che da anni cercando di salvaguardare la vita di queste persone, che hanno una storia e una preparazione in merito”.

Ma i due Consiglieri, oltre al contenuto del provvedimento, attaccano anche il metodo: “È l’ennesima arma di distrazione di massa, si tratta di un Pdl statale che, come gli altri presentati, resterà in un cassetto romano, per non affrontare i veri problemi che affliggono il Veneto. E forse hanno ragione, poiché hanno ottenuto un ampio risalto mediatico. Ma è un film che abbiamo già visto, ormai i consiglieri di maggioranza hanno abdicato al proprio ruolo, delegando tutto a Zaia, limitandosi a fare da passacarte”.

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(Consiglio Veneto)

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