Sanità – Bartelle (IIC): “Schede ospedaliere, criteri di prossimità e centralizzazione: così si creano veneti di serie A e veneti di serie B”.

Sanità – Bartelle (IIC): “Schede ospedaliere, criteri di prossimità e centralizzazione: così si creano veneti di serie A e veneti di serie B”.

(Arv) Venezia, 21 mar. 2019 – “La delibera sulle schede ospedaliere attua il PSSR varato a fine 2018 e dispone che le cure a media e bassa complessità debbano essere garantite secondo il criterio di prossimità mentre quelle ad alta complessità secondo il criterio di centralizzazione. Tradotto in soldoni: se abiti a Padova, Treviso o Verona la Regione Veneto cura tutte le tue patologie, se abiti a Belluno o Rovigo la Regione cura solo malattie semplici”. È il commento che la Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune) affida a una nota “dopo aver letto le schede ospedaliere: così la Giunta regionale distingue tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, quelli che stanno nei grandi centri urbani hanno diritto alle cure di alta complessità mentre quelli nelle aree periferiche come il Polesine, visto che sono pochi, possono accedere solo alle cure di bassa complessità. E se hanno una malattia che necessita di cure complesse? Vanno a Padova, a Verona oppure dal privato che li aspetta a braccia aperte”.

“È una violazione – ricorda la Consigliera – del diritto costituzionale alla salute e del principio di uguaglianza anch’esso garantito dalla Carta Costituzionale all’art. 3: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge […] senza distinzione di condizioni personali e sociali”. Per impedire questa deriva ora i cittadini polesani hanno due straordinarie occasioni: le Elezioni Europee, in cui possono insegnare a Zaia il rispetto della Costituzione votando per coloro che hanno combattuto la sua politica e la gestione sanitaria della Lega. La seconda è rappresentata dalle elezioni amministrative, votando le liste di candidati al Comune che hanno combattuto la politica leghista e hanno difeso la Sanità pubblica”.

“Pensate a cosa potrebbe accadere – conclude Bartelle – se Zaia ottenesse la tanto agognata autonomia: la gestione totale della Sanità gli consentirà di fare liberamente anche quello che oggi possiamo ancora contestargli con buon diritto. Credo davvero che i cittadini delle aree periferiche del Veneto debbano muoversi e contestare con tutta la forza possibile le scelte dannose e pericolose di Zaia in materia di schede ospedaliere”.

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(Consiglio Veneto)

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