Seconda Commissione – “Via libera al PdL n. 402 ‘Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto'”

Seconda Commissione – “Via libera al PdL n. 402 ‘Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto'”

(Arv) Venezia 14 mar. 2019 –     Nella seduta odierna, la Seconda Commissione consiliare permanente – Presidente Francesco Calzavara (ZP) e Vicepresidente Andrea Zanoni (PD) – dopo un’ultima lettura dell’articolato del PdL n. 402 della Giunta ‘Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto’, alla presenza dell’Assessore regionale Corazzari, ha dato il via libera a maggioranza alla proposta normativa, tornata dalla Prima Commissione con il parere favorevole sulla parte finanziaria. Relatore in aula consiliare è stato nominato Francesco Calzavara (ZP), mentre Correlatore sarà Stefano Fracasso (PD).Il PdL andrà a sostituire lo scadente Piano Casa ter, introducendo nuove misure finalizzate alla pulizia del territorio da opere incongrue, alla rinaturalizzazione del territorio veneto e al miglioramento della qualità della vita all’interno delle città, con la previsione di crediti edilizi da rinaturalizzazione e una spinta all’efficientamento energetico. A margine dei lavori della Commissione, questo il commento del Presidente Calzavara: “Questa nuova Legge andrà a sostituire il Piano Casa Ter e parte quindi da quanto di buono è stato prodotto dal Piano Casa negli ultimi anni, ma che prevede anche una sua necessaria rivisitazione. L’obiettivo di questa nuova proposta normativa è quello di assicurare ai nuovi edifici la qualità architettonica all’interno delle città assieme all’efficientamento energetico degli edifici che si andranno a costruire, con una particolare attenzione rivolta all’economia circolare. Per raggiungere questi obiettivi, ora le Amministrazioni Locali dovranno avere il coraggio di intraprendere con convinzione questa nuova strada. E, inoltre, c’è la sfida rappresentata dai crediti edilizi da rinaturalizzazione; il paesaggio veneto è un patrimonio di assoluto valore che va quindi recuperato grazie ai crediti edilizi, con la demolizione degli edifici ormai non più funzionali e la loro riconversione in volumi all’interno delle nostre città. Con l’esame in aula consiliare, credo che il testo normativo possa essere ulteriormente migliorato ma auspico che, a partire dai primi di aprile, si possa continuare a costruire in Veneto seguendo nuovi indirizzi e obiettivi, in primis la qualità architettonica”.  Il Vicepresidente Zanoni: “In Commissione, abbiamo votato contro questa legge che, fatti salvi i principi generali dei primi tre articoli, non ci convince in quanto presenta troppi punti critici. Più che un nuovo Piano Casa, questa proposta normativa andrebbe chiamata ‘Piano delle Deroghe’, in quanto le deroghe previste alle norme sull’urbanistica, sull’edilizia, sono davvero troppe. Non ci convince proprio avere esteso i benefit anche ai capannoni, e nemmeno l’eccessivo centralismo veneziano, in cui la Regione ora può decidere sopra la testa dei Comuni. Infatti, il nuovo Piano priva, di fatto, i Consigli comunali, i Sindaci, della titolarità di effettuare una pianificazione urbanistica all’interno dei loro territori. Inoltre, altro aspetto che non ci convince affatto: vedo una insufficiente spinta all’efficientamento energetico. Invece, a nostro avviso, tutto il PdL avrebbe dovuto essere condizionato dall’efficientamento energetico, dallo sforzo di ridurre l’emissione nell’aria di gas inquinanti, fondamentali per poter contrastare i cambiamenti climatici in atto, che hanno provocato gravi danni anche al nostro Veneto, ricordo solo l’uragano che ci ha messi in ginocchio lo scorso mese di ottobre. E diciamo no, altresì, alla possibilità di ampliare gli edifici anche in zona agricola, non solo per gli agricoltori, ma anche per i semplici cittadini che possiedono un immobile in queste aree che ormai non dovrebbero essere più oggetto di sfruttamento, alla faccia della nuova legge sul contenimento del consumo di suolo…Di fatto, questo nuovo Piano determina una inaccettabile differenza tra quei cittadini che hanno costruito le proprie abitazioni prima, avendo quindi dovuto rispettare tutti gli oneri e le prescrizioni urbanistiche, avere le autorizzazioni comunali, e altri cittadini che invece, d’ora in poi, grazie a questa Legge Deroga, potranno costruire con troppa libertà. Credo che il vecchio Piano Casa abbia determinato numerosi contenziosi all’interno delle città, con cittadini che si sono visti edificare vicino immobili altissimi; ci sono state troppe deroghe in ordine alle distanze minime dai confini, innescando in alcuni casi anche gravi problemi di vivibilità. Pertanto, si sarebbe dovuta mettere la parola fine al Piano Casa, il quale avrebbe dovuto fare fronte a situazioni emergenziali; invece, di fatto, ora viene previsto l’ampliamento, non solo per le case ma anche per i capannoni. Per tutte queste ragioni, abbiamo votato contro in Commissione”.

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(Consiglio Veneto)

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