Urbanistica – Calzavara (ZP): “Approvato dalla Seconda commissione il Pdl 402 per la riqualificazione urbana: una nuova legge che guarda al futuro in nome della pulizia del territorio veneto”

Urbanistica – Calzavara (ZP): “Approvato dalla Seconda commissione il Pdl 402 per la riqualificazione urbana: una nuova legge che guarda al futuro in nome della pulizia del territorio veneto”

(Arv) Venezia 14 mar. 2019 –     “Una nuova legge sugli edifici per le famiglie e le aziende venete con lo sguardo rivolto al futuro delle nostre città e alla tutela e valorizzazione del nostro paesaggio: così potremmo definire il Pdl 402 approvato oggi dalla Seconda commissione consiliare. La Regione del Veneto avrà un nuovo strumento normativo che andrà a sostituire l’attuale Piano Casa Ter, in scadenza il 31 marzo 2019, che in questi ultimi mesi aveva dimostrato la sua ormai improcrastinabile necessità di revisione complessiva”. Così Francesco Calzavara (Zaia Presidente), Presidente della Seconda commissione consiliare, commenta “L’approvazione odierna della nuova Legge per la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del paesaggio, che a questo punto potrà approdare nell’Aula di palazzo Ferro-Fini. Abbiamo focalizzato la nostra attenzione al futuro delle città del Veneto e della campagna veneta: il 2050, infatti, è l’anno in cui l’Unione Europea fissa il raggiungimento dell’obiettivo dell’azzeramento del consumo del suolo. Ecco allora che il Pdl 402, coerentemente alla legge veneta sul contenimento del consumo, promuove politiche incentivanti per costruire nel costruito, incentivando la densificazione dei centri abitati. Una legge innovativa per le modalità di applicazione delle premialità volumetriche: una legata ad interventi di efficientamento energetico, di economia circolare e di qualità architettonica, l’altra basata sull’utilizzo di crediti da rinaturalizzazione. Queste premialità prevedono un tetto massimo prestabilito che per gli ampliamenti è del 40% a cui può aggiungersi un eventuale 20% derivante da credito da rinaturalizzazione, mentre per le demolizioni e ricostruzioni del 60%, più un eventuale 40% da credito da rinaturalizzazione. Questi ultimi sono crediti volumetrici concessi grazie alla demolizione degli edifici che, in seguito a una ricognizione del Comune, vengono ritenuti incongrui e sono ottenibili facendo tornare naturale il terreno sul quale si trovava il manufatto. Una sfida coraggiosa che deve trovare condivisione nelle pubbliche amministrazioni ed in particolare modo negli operatori del settore immobiliare”.

“Infine – continua il Presidente della Seconda commissione – abbiamo detto che sarà un piano rispettoso delle autonomie locali. Abbiamo infatti deciso di inserire un limite dimensionale degli interventi, oltre il quale questi devono essere oggetto di uno strumento urbanistico approvato dai consigli comunali che potranno così governare modifiche sostanziali del proprio tessuto urbano. All’indomani dell’entrata in vigore della legge, si potranno subito presentare progetti per ampliamenti e demolizioni/ricostruzioni secondo le nuove modalità di premialità previste dalla legge. Per l’utilizzo dei crediti da rinaturalizzazione si dovrà invece aspettare le delibere della Giunta regionale e dei Comuni che avranno 18 mesi per completare il tutto”.

“L’auspicio è che il percorso verso l’Autonomia che il Veneto sta svolgendo possa riguardare anche il governo del territorio, creando così le condizioni per dotarsi in futuro di una legge sulla rigenerazione urbana con relativi fondi o benefici fiscali necessari e – conclude Calzavara – completare così il quadro normativo della regione del Veneto in termini urbanistici”.

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(Consiglio Veneto)

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