Urbanistica – Gruppo PD: “Nuovo Piano Casa regionale: le nostre proposte per la massima efficienza energetica in Veneto”

Urbanistica – Gruppo PD: “Nuovo Piano Casa regionale: le nostre proposte per la massima efficienza energetica in Veneto”

(Arv) Venezia, 18 mar. 2019   –  Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Padova, presso la sede del PD, i consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato “le nostre proposte in ordine al nuovo Piano Casa regionale, ovvero al Progetto di Legge n. 402 della Giunta ‘Politiche per la riqualificazione urbana e l’incentivazione alla rinaturalizzazione del territorio veneto’, licenziato la settimana scorsa dalla Seconda Commissione consiliare permanente e che sarà all’esame dell’aula consiliare mercoledì 20 marzo.

Correlatore di Minoranza in aula sarà il Capogruppo PD in Consiglio regionale Stefano Fracasso, per il quale “In aula, presenteremo dodici emendamenti per trasformare il ‘Piano Casa’ nella ‘Casa di Greta’, ovvero per vincolare le premialità previste dal PdL 402, ricomprese tra il 40 e il 100 percento di volume in più, sia in ipotesi di ampliamento che in caso di demolizione e ricostruzione, al raggiungimento della classe energetica A4, ovvero al consumo energetico quasi zero. Questo, in quanto ce lo chiede innanzitutto l’Europa che, con alcune Direttive, che saranno recepite dal nuovo Piano Nazionale integrato per l’energia e il clima, ha previsto che, a partire dal 2020, i nuovi edifici debbano consumare quasi zero sotto il profilo energetico, con 3,3 Mtep di risparmio in edilizia, per arrivare allo zero nel 2050. Ma ce lo chiede in primis l’ambiente, o meglio, le migliaia di giovani che venerdì 15 marzo, in Veneto, in Italia e in tutto il Mondo, sono scesi in piazza, nell’ambito del ‘Fridays for Future’, per denunciare l’inefficienza delle politiche adottate dai Governi, nazionali e regionali, sui cambiamenti climatici. Non possiamo restare sordi e inerti di fronte a queste istanze che chiedono a gran voce di salvare la nostra Terra e assicurare alle future generazioni una qualità di vita degna. Il nostro impegno deve andare quindi nella direzione di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti, i gas di Anidride Carbonica nell’aria. La nostra priorità deve essere quella di riqualificare il patrimonio edilizio veneto sotto il profilo energetico, e il Progetto di Legge n. 402, così come è stato concepito dalla Maggioranza, presenta una spinta verso l’efficientamento energetico decisamente insufficiente. Ricordo che veniamo da oltre dieci anni di applicazione del Piano Casa, nato forse nel momento più buio, rappresentato dalla crisi economica e finanziaria che ha coinvolto pesantemente anche il settore edilizio, per rispondere a esigenze emergenziali, nel tentativo di dare ossigeno al settore delle costruzioni e al mercato immobiliare, prevedendo premialità in volume, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Ma se il risultato è stato sufficiente sotto l’aspetto quantitativo, con numerose domande di ampliamento pervenute in Veneto, purtroppo, sotto l’aspetto qualitativo e, in particolare, in ordine alla spinta alla demolizione di manufatti incongrui e alla costruzione di nuovi edifici, la risposta è stata insufficiente, con la previsione di troppe deroghe, pensiamo solo a quelle legate alle distanze minime dai confini, che hanno innescato contenziosi e, in alcuni casi, anche gravi problemi di vivibilità. Oggi, viviamo una condizione diversa, l’emergenza è finita, ci sono chiari segnali di ripresa del mercato immobiliare, con riferimento alla compravendita, al fatturato edilizio, alla concessione di mutui per la prima casa, e quindi la nostra attenzione deve essere rivolta all’ambiente, ovvero alla salute pubblica, al contrasto efficace dei cambiamenti climatici che anche nel nostro Veneto hanno provocato gravissimi danni, vedasi la tempesta Vaia dello scorso mese di ottobre”.

“Alcuni dati per spiegare perché ora dobbiamo spingere forte verso l’efficientamento energetico – continua Fracasso – in Veneto, sono 1.051.276 gli edifici residenziali, l’84 percento dei quali costruiti prima del 1991, ovvero l’anno che fa un po’ da spartiacque tra le tecniche di costruzione in edilizia vetuste (ante) e l’applicazione di nuovi criteri di efficientamento energetico (post). Inoltre, il 30 percento dei consumi energetici in Veneto è determinato da edifici residenziali, con un forte incremento legato al condizionamento estivo. Poi, la bolletta energetica è nella nostra Regione tra le ‘Top Three’ in Italia, 1.888 euro/anno di media. Con questo vogliamo dimostrare che la vera riqualificazione è quella energetica, perché fa bene all’ambiente, che è la ‘casa’ in cui dovremo abitare e che dovremo trasmettere in eredità ai nostri figli e ai figli dei nostri figli, ma fa bene anche all’economia, alle tante imprese che anche nel territorio regionale sono impegnate nel settore dell’innovazione, e che avrà effetti benefici pure per le nostre tasche, con un abbattimento dei costi delle bollette. Ricordo altresì l’Ecobonus, confermato almeno fino al 2020 e che il Piano Nazionale integrato per l’energia e il clima promette di mantenere anche successivamente, il quale prevede detrazioni fiscali fino al 60 percento sulle spese di costruzione e ampliamento, in caso di raggiungimento dell’efficientamento energetico”.

“In pratica, noi chiediamo di vincolare le premialità, i crediti edilizi, al perseguimento di un vero efficientamento energetico, con il passaggio dei nuovi edifici, dalla classe energetica A1, come previsto attualmente, alla classe A4, che prevede un vero isolamento – aggiunge il Capogruppo Dem – Alcuni esempi: in caso di ampliamento, più 40% del volume, fino al 60% con credito edilizio, significa che una bifamiliare di 800 metri cubi può beneficiare di 480 metri cubi aggiuntivi  ‘regalati’; e, in caso di demolizione e successiva costruzione, più 50% di volume, più 100% con credito edilizio, ovvero una casa di 400 metri cubi può arrivare al raddoppio di volume (100%). Noi riteniamo che queste premialità debbano giocoforza essere vincolate al raggiungimento del massimo efficientamento energetico previsto dall’Unione Europea, ovvero la classe A4”.

Così Bruno Pigozzo: “Noi vogliamo tutelare in particolare le aree agricole, evitando speculazioni, fare un salto di qualità e passare da un criterio quantitativo a uno qualitativo. Per questo, diciamo NO all’applicazione delle premialità, dei crediti edilizi, nelle zone agricole, in ordine alle quali si deve continuare a fare riferimento a quanto previsto dalla L.R. 23 aprile 2004, n. 11, ‘Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio’, nonché per gli edifici legati alle attività produttive, ovvero con esclusione dai benefit degli incrementi legati alle attività produttive, per cui si deve fare riferimento esclusivamente alle previsioni contenute nella L.R. n. 55/2012, sul commercio. E diciamo NO all’applicazione delle premialità anche per gli edifici pubblici, che devono continuare ad essere regolamentati nell’ambito degli Accordi di Programma, lasciando i privati liberi di usufruire dei crediti da rinaturalizzazione, escludendo il pubblico”.

Chiude Graziano Azzalin: “Se spingiamo troppo sulle deroghe, rischiamo di compromettere la riqualificazione urbana degli spazi collettivi, delle aree verdi, mettendo a rischio la qualità della vita dei cittadini, che va invece assolutamente tutelata. Per questo, cerchiamo di raggiungere un punto di equilibrio che consenta di portare a casa il massimo risparmio energetico, ma in un contesto di vita sostenibile e salubre”.

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(Consiglio Veneto)

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