Urbanistica – Ruzzante (LEU), Bartelle (IIC): “No al Piano Casa, solita minestra riscaldata”

Urbanistica – Ruzzante (LEU), Bartelle (IIC): “No al Piano Casa, solita minestra riscaldata”

(Arv) Venezia 27 mar. 2019 –    “Tra neo-centralismo regionale, nessuna salvaguardia dei centri storici e l’incremento delle aree verdi scomparso dalle finalità, siamo di fronte ad una norma che genererà altro cemento e servirà a trasformare in oro i capannoni abbandonati, costruiti con i fondi pubblici dello scellerato decreto Tremonti”. Così i Consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) che tramite una nota esprimono le ragioni per le quali hanno deciso di votare contro a quello che continuano a definire “Piano Casa, rifiutando il vuoto slogan di ‘legge Veneto 2050’: di questo passo nel 2050 il Veneto sarà completamente ricoperto di cemento. La Lega resta legata a un vecchio modello di sviluppo, che ormai ha fallito. È il modello del cemento, del costruisci a più non posso, degli incentivi per i nuovi capannoni di tremontiana memoria. Errare è umano, perseverare diabolico e nel 2019 continuare su questa strada significa essere incapaci di liberarsi da un groviglio di interessi e mala politica che nulla ha a che vedere con il futuro del Veneto”.

“Una follia, considerato che le previsioni demografiche parlano di un calo della popolazione del Veneto di circa 650 mila abitanti nei prossimi 50 anni. Non si capisce allora dove stia l’interesse generale di una legge che dà vita a vecchio cemento – proseguono i Consiglieri – quando già oggi sono circa 500 mila gli appartamenti sfitti nella nostra regione. Il lavoro del settore edilizio proprio nel campo delle ristrutturazioni potrebbe essere rilanciato. Ed è incomprensibile che l’incremento delle aree verdi, presente tra le finalità del testo originario, sia assente nel testo definitivo”.

“Siamo di fronte all’ennesima legge che scavalca le autonomie locali – concludono Ruzzante e Bartelle – accentrando i poteri a livello regionale. Altro che autonomia, altro che autogoverno responsabile: i Comuni vengono mortificati e Venezia è sempre più simile a una Roma coi canali”.

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(Consiglio Veneto)

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