Croce Bianca dona alla comunità tre nuovi defibrillatori automatici

In caso di arresto cardiaco è in grado di fare la differenza tra la vita e la morte. Il DAE, Defibrillatore automatico esterno, è uno strumento estremamente importante soprattutto nei luoghi pubblici e affollati come piazze, scuole e ambienti sportivi.

Per aumentare le zone “coperte”, Croce Bianca, associazione di soccorso sanitario, ha deciso di donare tre DAE ad altrettanti luoghi strategici di città e provincia: una scuola, l’Istituto tecnico Cangrande di Corso Porta Nuova; un rione del centro storico, San Zeno; la sede centrale della polizia locale di un comune montano, Boscochiesanuova. E si tratta di un gesto che arriva a conclusione di una serie di corsi di formazione che gli istruttori volontari dell’associazione hanno tenuto sia in centro che in Lessinia.

“Questi dispositivi salvavita sono importantissimi. E grazie alla formazione capillare che viene fatta, aumentano in modo esponenziale anche le persone che possono correttamente utilizzarlo all’istante”, spiega il presidente di Croce Bianca Pierluigi Verga. L’obiettivo di questo tipo di attività è incidere sulla cultura del soccorso. “Solo nel 15% di arresti cardiaci viene iniziata immediatamente una corretta rianimazione cardiopolmonare. E il defibrillatore è una terapia elettrica tanto più efficace quanto prima viene attuata”, spiega Michele Bonetti di Croce Bianca, responsabile del Centro di Formazione.

Oltre all’istituto tecnico di corso Porta Nuova, molte altre scuole hanno richiesto corsi di primo soccorso. Tra queste, le Einaudi, Sanmicheli, Ricci di Legnago, Calabrese Levi di San Pietro in Cariano. Si tratta di interventi molto diffusi anche nelle società sportive: solo quest’anno, in qualità di Centro di Formazione IRC-Comunità, Croce Bianca Verona ha organizzato circa una quarantina di corsi BLSD finalizzati all’abilitazione all’utilizzo del DAE.

La consegna del primo dei dispositivi si è tenuta nell’aula magna del Cangrande alla presenza, oltre che del presidente Verga, di Bonetti e di alcuni volontari, della dirigente dell’Istituto Sara Agostini. È intervenuto inoltre Giancarlo Modena della Fondazione Pad Lorenzo Modena, che ha contribuito alla donazione del DAE provvedendo alle parti mobili (batterie, piastre, ecc). Giancarlo è il papà di Lorenzo Modena, il diciottenne veronese che morì su un campo di calcio a causa di una malformazione cardiaca congenita che non sapeva di avere. Da allora, i genitori hanno fatto della diffusione del defibrillatore la loro missione.

Con questi tre nuovi defibrillatori per la comunità, si aprono le iniziative che Croce Bianca sta organizzando per i 40 anni di attività. Attiva e riconosciuta anche come Nucleo Operativo Sanitario della Protezione Civile, l’associazione fondata nel ’79 e con sede a San Zeno può contare su oltre 300 volontari soccorritori. Tra i compiti cui deve fare fronte 7 giorni su 7, 24 ore su 24, c’è il delicato ruolo del trasporto neonatale, su mezzi specifici e con personale specializzato. Un servizio svolto dal 2000 e che, solo lo scorso anno, ha visto i volontari effettuare 120 trasporti di bimbi prematuri; circa uno ogni tre giorni. E ancora, soccorso in urgenza e trasporti in città e provincia, presidio sanitario in occasione di eventi di piazza e manifestazioni e al fianco degli atleti del Blu Volley durante le stagioni sportive al Palazzetto. “I 40 anni sono per noi un traguardo molto bello: vedere quanto i volontari hanno fatto in questi decenni riempie d’orgoglio”, commenta Verga. Molto ancora, comunque, c’è da fare. E per svolgerlo al meglio, Croce Bianca – associazione certificata con il marchio etico Merita Fiducia – ha dato il via pochi mesi fa a una raccolta fondi trasparente e rendicontata il cui obiettivo è l’acquisto di una nuova ambulanza per il trasporto neonatale. Info e donazioni: www.crocebiancavr.it.

(CSV di Verona)

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