Isabella Cortese e i suoi segreti di bellezza per le donne

Isabella Cortese, nobildonna del 1500, famosa alchimista, intellettuale e studiosa, si occupò dell’aspetto fisico delle donne. Le donne veneziane hanno sempre voluto curare la propria bellezza, il biancore della pelle, la lucentezza della capigliatura, la capacità di tingere la chioma di biondo con dei riflessi considerati particolari, conosciuti ed ammirati in tutta Europa.

Per fare questo venivano aiutate dagli spezieri, mezzi alchimisti e mezzi medici, ma anche con l’aiuto di un po’ di conoscenza di erboristeria, riuscivano ad ottenere ricette per creme, detergenti e maschere di pulizia e nutritive per certi versi molto simili come concetto a quelle che si utilizzano tutt’ora.
Isabella Cortese pubblicò un trattato ed una serie di ricette per dare alle sue contemporanee dei consigli utili e preziosi per rendersi ancora più belle; l’opera, intitolata “I Secreti de la Signora Isabella Cortese, ne’ quali si contengono cose minerali, medicinali, arteficiose, & Alchimiche, & molte de l’arte profumatoria, appartenenti a ogni gran Signora”, apparve a Venezia nel 1561: ebbe un successo enorme, e si contano addirittura dodici edizioni.

La Cortese era anche un’alchimista, e nel suo trattato si trova una nota della collega Floriana Canale, che aveva pubblicato un libro sugli esorcismi e gli scongiuri. Erano tutte e due conosciute dagli alchimisti dell’epoca, fra i quali Marie Meurdrac (che scrisse il libro “La chimica caritatevole e facile a favor delle donne” tradotto e pubblicato). Ecco ad esempio un rimedio per la pelle secca: “piglia albume de ova de gallina, lardo di porco raspato, oleo comune, aceto o varo agresti et mescola omne cosa insieme a modo de confetione, et con questo ugne la faccia e il collo, le mano diventeranno bianche et lucente come argento”.

Per quanto riguarda il segreto della colorazione bionda, per cui le veneziane erano famose anche per i magnifici riflessi che riuscivano ad ottenere, ecco la ricetta: fiori di lupino con salnitro, zafferano ed altre sostanze, facendo asciugare i capelli al sole con un copricapo fornito di tesa per proteggere il bianco latteo della pelle. Come molte opere pubblicate in Italia tra la seconda metà del ‘500 e tutto il XVII secolo, il trattato della Cortese è per lo più occupato da una collezione di ricette e di rimedi per una immensa varietà di impieghi terapeutici e cosmetici, mescolati a ricette di alchimia minerale e metallica. Il successo ottenuto presso i contemporanei durò per circa un secolo, ma fu seguito da un pressoché totale oblio.

(Comune di Venezia)

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