Una calle, una storia: il Cimitero di San Michele

Numerosi personaggi illustri riposano nel cimitero monumentale di Venezia, il Cimitero di San Michele, che sorge su due isole, San Michele e San Cristoforo della Pace, unite nel 1836 interrando un canale che le separava, per ampliare il camposanto.

Tra le tombe celebri quelle del  poeta statunitense Ezra Pound (1885-1972) che è sepolto accanto alla violinista Olga Rudge; del compositore russo Igor’ Fëdorovič Stravinskij (1882-1971); del poeta russo Joseph Brodsky.

Nell’isola di San Cristoforo della Pace, nel 1424, si insediarono i frati di Santa Brigida che  nel 1436 lasciarono il posto agli Eremitani agostiniani. Questi ricostruirono la chiesa e il convento, purtroppo demoliti nel 1810 per motivi di  spazio.

L’isola di San Michele, che prende il nome dalla prima chiesa costruita nel X secolo e dedicata all’arcangelo, in passato era chiamata Cavana de Muran in quanto veniva utilizzata per il ricovero delle imbarcazioni degli abitanti di Murano. Nel 1212 vi si insediarono  i Camaldolesi. Sempre nel XIII secolo fu iniziata la costruzione del complesso monastico mentre l’attuale chiesa, la prima opera veneziana dell’architetto lombardo Mauro Codussi, fu  realizzata tra il 1468 e il 1479.

Alcuni anni prima, tra il 1448 e il 1466,  fu realizzato anche il chiostro, sulla porta del quale si erge la statua dell’arcangelo Michele, nome di origine ebraica “Mi-ka-El” che significa “chi è come Dio”,  ricordato per aver  cacciato dal paradiso gli angeli ribelli.

I defunti a Venezia venivano sepolti nei cimiteri parrocchiali fino all’inizio dell’Ottocento; ogni chiesa aveva infatti nelle immediate adiacenze un piccolo camposanto, di cui tuttora si può ricordare la presenza attraverso i toponimi sui nizioleti; solamente i nobili o i benefattori della chiesa potevano essere tumulati all’interno delle chiese o nei chiostri, in sepolcri monumentali.

Solo a partire dal 1804 le sepolture furono concentrate nell’isola di San Cristoforo, di fianco a Murano, lontano dalla città, come previsto dal cosiddetto editto di Saint Cloud emanato da Napoleone il 12 giugno 1804. Si tratta di un decreto imperiale sulle sepolture che raccoglieva in un unico documento legislativo tutte le precedenti e frammentarie norme sui cimiteri. L’editto prevedeva la sepoltura dei defunti al di fuori delle mura cittadine, in spazi ameni e soleggiati e in tombe tutte uguali, fatta eccezione per i defunti illustri, per i quali  una commissione di magistrati decideva se apporre sulla tomba un epitaffio.

Il monastero di San Michele, come ricorda una targa all’ingresso del camposanto, fu adibito per un breve periodo a carcere politico (vi passarono, tra gli altri, Silvio Pellico e Pietro Maroncelli). Il camposanto è diviso nelle aree israelitica, cattolica, ortodossa ed evangelica.

Il  cimitero (così come le altre isole della laguna nord di Venezia, fra le quali Murano, Burano, Mazzorbo, Torcello, Sant’Erasmo, Vignole, San Francesco del Deserto) era raggiungibile solo in barca e i defunti venivano trasportati su gondole funebri. Le tariffe praticate dalle barche private e dai traghetti per le isole sono riportate su una colonna nella Calle del Traghetto a San Canciano, mentre nella stessa zona, su un’altra colonna, in memoria della famosa glaciazione della laguna del 1864, è incisa una scritta che dice: “Dalle Fondamente Nove a San Cristoforo la zente andava sul giazo come sul liston”.

Nel 1998 il Comune di Venezia ha bandito un concorso internazionale per l’ampliamento del cimitero di San Michele che è stato vinto dall’Architetto David Chipperfield. Completato il primo stralcio dei lavori, con la realizzazione della Corte dei Quattro Evangelisti, inaugurata nel 2007, la crescita del complesso monumentale è proseguita con l’esecuzione del secondo stralcio che comprende: l’Ossario di San Giovanni Battista, la Corte dei tre Arcangeli e l’area dei magazzini con la darsena. Il collaudo delle opere ultimate è avvenuto nel 2017.

Una calle, una storia: viaggio tra i toponimi veneziani alla scoperta del passato della Serenissima
 

(Comune di Venezia)

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