Bilancio – Sinigaglia, Pigozzo e Bigon (PD): “Dall’assestamento poche note liete per il sociale. Le scelte della Giunta lasciano l’amaro in bocca”

Bilancio – Sinigaglia, Pigozzo e Bigon (PD): “Dall’assestamento poche note liete per il sociale. Le scelte della Giunta lasciano l’amaro in bocca”

(Arv) Venezia 23 lug. 2019 –      “L’assestamento di bilancio lascia l’amaro in bocca per quanto riguarda il sociale. Ancora una volta. Si è persa l’ennesima occasione per condividere i risparmi dell’attività del Consiglio regionale, ben 7 milioni e 300 mila euro, e finalizzarli a obiettivi del sociale. A decidere, sostanzialmente, è stata la Giunta che si è portata a casa i  risparmi di tutto il Consiglio, maggioranza ed opposizione, e li ha indirizzati dove ha voluto”. Questo il giudizio dei Consiglieri del Partito Democratico Claudio Sinigaglia, Bruno Pigozzo e Anna Maria Bigon sull’assestamento di bilancio illustrato oggi in Quinta commissione.

“Tre milioni sono stati collocati per portare da 31 a 34 i contributi alle scuole paritarie, asili nido e scuole d’infanzia. Ricordiamo che grazie al Governo Gentiloni, come nel 2018, anche nel 2019 la Regione Veneto ha percepito 18 milioni per la popolazione scolastica dai 0 ai 6 anni; e lo stesso succederà nel 2020. Poi ci sono 300mila euro per i truffati delle banche, un sostegno alle associazioni che hanno tutelato i risparmiatori traditi del Veneto e 200mila per garantire l’accesso alle spiagge per le persone con disabilità. Quest’anno ci sono fondi anche per l’inserimento lavorativo, ma le misure sono insufficienti” insistono gli esponenti democratici.

“Aspettiamo risposte per i bisogni che avevamo evidenziato già in sede di bilancio e che rischiano di non venire accolti: in primo luogo, contributi per chi non è in grado di pagare l’affitto, una delle principali richieste formulate da tutti i Comuni, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’aiuto ai Comuni che devono pagare l’inserimento dei minori in Comunità. E naturalmente non manca la richiesta di aiutare le famiglie che pagano una retta altissima per inserire gli anziani in casa di riposo; un diritto, per quanto doloroso, che è diventato un odioso privilegio”.

/1114

(Consiglio Veneto)

UA-82874526-1