Commercialisti: l’azienda sport motore per lo sviluppo economico

Oltre 200 professionisti da tutto il Nord Est hanno partecipato oggi al convegno “CV Forum. #sporteconomy2019” organizzato dal periodico “Il Commercialista Veneto” in collaborazione con l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie (ADCEC Tre Venezie). L’incontro ha rappresentato l’appuntamento conclusivo delle “Giornate del Triveneto”, il percorso formativo che l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie propone annualmente.

Oltre 200 professionisti da tutto il Nord Est hanno partecipato oggi al convegno “CV Forum. #sporteconomy2019” organizzato dal periodico “Il Commercialista Veneto” in collaborazione con l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie (ADCEC Tre Venezie). L’incontro ha rappresentato l’appuntamento conclusivo delle “Giornate del Triveneto”, il percorso formativo che l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie propone annualmente.

L’azienda-sport come motore dello sviluppo economico è stato il filo conduttore del convegno che ha esplorato le nuove sfide strategiche e organizzative dell’industria dello sport e le nuove opportunità di business che il settore sportivo può offrire al “sistema-Italia”, tracciando una riflessione sull’impatto che l’economia dello sport può rappresentare e come questa possa diventare un vero volano di sviluppo per l’economia dell’intero paese.

Nell’introdurre la giornata, l’intervento del professor Moreno Mancin, Docente di Economia Aziendale presso l’Università Ca’ Foscari Venezia, è partito dai risultati di una recente ricerca realizzata da Prometeia in collaborazione con il Comitato Leonardo e l’Ufficio Studi del CONI che hanno messo in evidenza come lo sport fa bene alla salute del Paese, generando benefici sociali ed economici con ricadute su tutto il sistema: la ricerca infatti evidenzia come lo sport genera sviluppo economico per oltre 17 miliardi di euro in produzione associata attraverso una filiera di 40mila imprese attive sul territorio e 120 mila addetti. Negli ultimi 5 anni il settore sportivo ha mostrato una crescita continua a ritmi sostenuti, in controtendenza con la dinamica dell’economia italiana. Il commercio, con una crescita annua media del 3,9%, si è rivelato il settore più dinamico, anche se il gap più ampio rispetto al benchmark di riferimento è quello relativo al manifatturiero (+ 3,7% rispetto all’1,1% del totale industria italiana), che ha beneficiato di una performance particolarmente positiva nei mercati esteri.

Il focus si è poi spostato sull’impatto economico dei grandi eventi sportivi, con un approfondimento sulle Olimpiadi Invernali 2026 recentemente assegnate a Milano-Cortina. Come ha evidenziato una ricerca dell’Università Cà Foscari Venezia, sono di oltre 1 miliardo di euro, tra spese e investimenti, e quasi 14 mila posti di lavoro i numeri stimati dell’impatto olimpionico Milano Cortina 2026 per la Regione Veneto e le provincie autonome di Trento e Bolzano. Nel complesso, secondo i calcoli, le spese per gli investimenti ammontano a 1.124 milioni di euro per il Veneto e le provincie di Trento e Bolzano. Se a questi si aggiungono gli effetti economici indiretti e indotti si raggiunge un valore di produzione di 1.461 milioni di euro.

L’intervento si è concluso con un approfondimento sul valore e il ruolo sportivo, sociale ed economico delle società sportive professionistiche, partendo dalla considerazione di come oggi lo sport coinvolga un pubblico talmente ampio e differenziato, che nessun altro settore industriale è in grado di raggiungere e di come le sponsorizzazioni sportive rappresentino un elemento trainante dell’azienda sport: dal 2008 al 2018 la crescita del valore delle sponsorizzazioni è stata del 52,7%, trainata dagli eventi sportivi, mentre è stato calcolato che la spesa dei brand per le sponsorizzazioni in ambito sportivo salirà a 41 miliardi di euro a livello globale nel 2019.

A seguire la relazione del professor Claudio Sottoriva, Docente di Economia Aziendale presso l’Università Cattolica del S. Cuore Milano, ha invece approfondito aspetti quali governance, assetti organizzativi e pianificazione nelle società sportive professionistiche, mentre l’intervista del giornalista Marco Bellinazzo al dirigente sportivo e formatore Filippo Galli ha proposto una riflessione sulla strategicità del settore giovanile in una società sportiva professionistica, mettendo in luce come competenze e metodo di gestione del settore giovanile possano impattare nella gestione complessiva di un club.

Il convegno si è concluso con una tavola rotonda che ha ruotato intorno agli aspetti economici e contrattuali nella programmazione di società sportive, sponsor, atleti, impianti ed eventi, temi su cui si sono confrontate le voci di autorevoli esperti, tra cui Alberto Rigotto, Responsabile amministrazione, finanza, controllo e rapporti con gli azionisti Udinese Calcio S.p.a., Massimo Campioli, CFO M-I Stadio Srl e Vice Presidente A.N.D.A.F. (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi Finanziari), Andrea Vidotti, Manager sportivo, Enrico Castorina, Amministratore Delegato Verde Sport e Jacopo Tognon, Direttore UEFA Football Law Programme e Vice Presidente Lega Pro.

“Lo sport e i grandi eventi sportivi, come le Olimpiadi Invernali 2026, i Mondiali di Sci Alpino 2021 e altri appuntamenti sportivi che il nostro paese ospiterà nei prossimi anni possono rappresentare un vero volano di sviluppo per l’economia dell’Italia – ha detto Fabio Marchetto, Presidente dell’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie – Non solo, in qualsiasi ambito e a qualunque livello, oggi, lo sport può essere considerato a tutti gli effetti un’impresa e in quanto tale una realtà in cui tutti gli ingranaggi che la costituiscono devono agire sinergicamente perché la macchina possa funzionare in modo corretto ed efficiente. In questo mercato in continua evoluzione e in cui sono richieste competenze trasversali sempre più qualificate di carattere legale, economico e comunicativo anche per i professionisti si aprono delle interessanti opportunità per nuovi sbocchi professionali, per i quali è necessaria una formazione di alto livello e orientata sempre più alla specializzazione, che rappresenta la vera sfida del futuro per la nostra professione.”

“Spesso il commercialista è associato al mondo dello sport e delle società sportive con un ruolo confinato alla mera consulenza finanziaria e tributaria – ha aggiunto Filippo Carlin, direttore de “Il Commercialista Veneto” – La Giornata di oggi, invece, ha voluto proporre a noi commercialisti un modo nuovo di intendere il rapporto tra lo sport e la nostra professione, mettendoci di fronte a un approccio globale dell’azienda sport che ci permetta di avere una visione a tutto tondo di che cosa significa oggi l’industria dello sport e delle potenzialità che essa rappresenta non solo come motore di sviluppo per l’economia dell’Italia, ma anche come occasione per individuare nuove strade e sbocchi di crescita e specializzazione per la nostra professione.”

Be the first to comment on "Commercialisti: l’azienda sport motore per lo sviluppo economico"

Leave a comment

Your email address will not be published.


* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

*


quattro × 2 =

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

UA-82874526-1