Politica – Sinigaglia e Zanoni (PD): “Pdl 242 sulle sanzioni amministrative, no del Partito Democratico: modo sbagliato di legiferare, niente deleghe in bianco alla Giunta”.

Politica – Sinigaglia e Zanoni (PD): “Pdl 242 sulle sanzioni amministrative, no del Partito Democratico: modo sbagliato di legiferare, niente deleghe in bianco alla Giunta”.

(Arv) Venezia, 9 lug. 2019 – “Non possiamo che votare contro, questo Pdl è una delega in bianco alla Giunta, non si può legiferare così”. È quanto afferma Claudio Sinigaglia, correlatore del Progetto di legge 242 ‘Norme per introdurre l’istituto della regolarizzazione degli adempimenti o rimozione degli effetti nell’ambito dei procedimenti di accertamento di violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative’, motivando il ‘no’ del gruppo dem al provvedimento. “Avevamo già votato, all’unanimità, nel 2014 una legge analoga che prevedeva l’esercizio della diffida, oggi regolarizzazione e in cui venivano definite con chiarezza le materie escluse, per le quali erano previste le sanzioni. Oggi invece non sappiamo a quali ambiti sarà applicata la legge né le conseguenze. Aspettiamo l’elenco della Giunta per poi valutare. È inaccettabile il voto alla cieca che vuole la maggioranza. Avevamo chiesto, qualora ci fosse stato qualcosa che sfuggiva alla disciplina dell’articolo 2/bis dell’attuale normativa, di inserirlo e rimandare il provvedimento in Commissione, ma non c’è stato niente da fare”.

“È una norma troppo aperta, non viene determinato il suo raggio di azione. Inserire dei paletti e un campo preciso di applicazione avrebbe permesso di fare chiarezza. A partire dall’articolo 1, che è davvero troppo generico – rincara il collega Andrea Zanoni  – questa sembra una sanatoria, viene a mancare la certezza della pena, in questo caso della sanzione amministrativa ed è un incentivo a non rispettare la legge; tanto se mi controllano poi ho tempo per mettermi in regola. Ho seri dubbi che possa funzionare. Sarebbe stato più intelligente prevedere una modulazione delle sanzioni amministrative, fissando, al limite, degli importi molto bassi per le violazioni di piccole entità e alzandoli per i casi più gravi”.

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(Consiglio Veneto)

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