Sanità – Bigon (PD): “Malcesine, interrogazione del PD: mancano troppi posti letto, la Regione applichi integralmente quanto previsto dalle schede ospedaliere”

Sanità – Bigon (PD): “Malcesine, interrogazione del PD: mancano troppi posti letto, la Regione applichi integralmente quanto previsto dalle schede ospedaliere”

(Arv) Venezia 23 lug. 2019  – “A Malcesine mancano oltre 20 posti letto rispetto a quanto previsto dalle schede ospedaliere, mentre l’attività di riabilitazione cardiologica è sospesa per carenza di specialisti. Cosa aspetta la Regione a intervenire? La programmazione sociosanitaria deve essere rispettata”. A denunciare la situazione, chiedendo l’attuazione urgente e integrale delle schede, è la Consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, prima firmataria di un’interrogazione sottoscritta dall’intero gruppo. “Dovevano esserci 80 posti letto, 50 dedicati al recupero e alla riabilitazione funzionale e 30 addizionali per i pazienti extraregione, numeri che però sono rimasti finora sulla carta. Dal primo luglio infatti, per mancanza di personale, i posti letto sono stati ridotti dall’Ulss 9 a 58 mentre non c’è traccia degli ulteriori 12 destinati all’Ospedale di comunità. Una situazione che crea gravi disagi poiché Malcesine rappresenta un punto di riferimento per tutta l’area dell’Alto Garda, turisti inclusi: da maggio a ottobre il potenziale bacino di utenza è di circa tre milioni. È una struttura fondamentale per la riabilitazione funzionale, fondamentale per assistere i pazienti nel recupero e nello sviluppo di tutte le proprie potenzialità psicofisiche. Anche i sindaci della zona hanno chiesto alla direzione generale dell’Ulss 9 di rispettare quanto previsto dalle schede, avanzando l’ipotesi di riconoscere dei benefit per facilitare l’arrivo di medici, infermieri e operatori sanitari”.

L’altro tema su cui la Consigliera Bigon sollecita un intervento è quello della Riabilitazione cardiologica: “Anche qua ci sarebbero 12 posti letto, ma l’attività è chiusa da novembre 2018 perché non ci sono gli specialisti. La carenza di personale è il vero problema della nostra sanità – sottolinea ancora – e senza provvedimenti forti da parte della Giunta, il rischio è quello di una progressivo ricorso al privato da parte di chi ha le disponibilità economiche e servizi di serie B per chi non potrà permetterselo”.

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(Consiglio Veneto)

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