Sanità – Sinigaglia (PD): “Team di assistenza primaria, contrarietà ad una scelta che apre ulteriormente al privato. Non è stata condivisa con i medici di Medicina generale”.

Sanità – Sinigaglia (PD): “Team di assistenza primaria, contrarietà ad una scelta che apre ulteriormente al privato. Non è stata condivisa con i medici di Medicina generale”.

(Arv) Venezia, 19 lug. 2019  –  “L’aumento del numero massimo di assistiti, da 1500 a 2000, previsto nel Team di assistenza primaria, è legittimo? C’è un Contratto collettivo nazionale al proposito, molto chiaro, che a nostro parere non può essere superato dal decreto Calabria, fra l’altro ancora privo di decreti attuativi. Attendiamo che la Delibera venga illustrata quanto prima in Quinta commissione, ma ci sorprende il fatto che non ci sia stata una minima condivisione con i sindacati di categoria e i medici di Medicina generale. Vorremmo sapere cosa ne pensano loro”. È il Consigliere regionale Claudio Sinigaglia a dar voce ai dubbi del Partito Democratico “sulla Delibera che trasforma le Medicine di gruppo integrate, creando i ‘Team di assistenza primaria’. La reale applicazione di questo provvedimento è tutta da spiegare. Ci lascia perplessi la possibilità per ognuno dei quattro medici che costituiranno il ‘Team di assistenza primaria’ di poter aumentare il numero di pazienti in carico fino a 2.000, come se i 1.500 attuali non fossero già un numero fin troppo elevato, e di aumentare il numero delle ore che i medici dovranno mettere a disposizione. Leggiamo inoltre che ci sarà la possibilità di inserire medici neodiplomati stipulando un contratto ‘libero professionale’ per una durata massima di due anni: un contratto regionale, senza il passaggio al convenzionamento?”

“Ma è soprattutto l’attivazione delle Medicine di gruppo accreditate che ci lascia sconcertati. Guarda caso – evidenzia il Consigliere Sinigaglia – è previsto che vengano organizzate successivamente dalla Direzione socio sanitaria senza passaggio in Commissione. Un ulteriore regalo ai privati accreditati, che dalla diagnostica e specialistica potranno passare alla gestione delle prestazioni per la cronicità dei cittadini veneti. C’è poi la questione delle strutture che dovranno ospitare i Team. Da chi saranno pagate? E pure la prenotazione delle visite attraversi il Call center ci lascia molto perplessi. Ma saranno ancora medici di famiglia o vogliamo farli diventare qualcosa d’altro? E cosa esattamente? Insomma, più che un miglioramento, la tanto sbandierata soluzione ci sembra un notevole passo indietro rispetto alle Medicine di gruppo integrate e, a prima vista, anche un provvedimento inapplicabile, dai contorni incerti ed ancora tutto da definire”.

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(Consiglio Veneto)

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