Autonomia – Sinigaglia e Fracasso (PD): “Da Zaia ancora bugie per mascherare il fallimento della Lega e del ‘capitano sovranista’ Salvini. Basta prendere in giro i veneti”.

Autonomia – Sinigaglia e Fracasso (PD): “Da Zaia ancora bugie per mascherare il fallimento della Lega e del ‘capitano sovranista’ Salvini. Basta prendere in giro i veneti”.

(Arv) Venezia, 27 ago. 2019 – “L’ennesima uscita di Zaia sull’autonomia con l’attacco all’ex sottosegretario Bressa ci lascia sbigottiti: basta bugie per mascherare i fallimenti della Lega! Era stato il governatore a parlare di ‘giornata storica’, ‘punto di non ritorno’ il 28 febbraio 2018 quando venne firmata la pre-intesa. Eppure a distanza di un anno e mezzo siamo sempre al palo e Zaia cerca maldestramente di nascondere le responsabilità della Lega e di Salvini, come se non fossero mai stati al governo. Stanno prendendo in giro i veneti e pensano di farla franca”. A dirlo il Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia insieme al Capogruppo Stefano Fracasso che tramite una nota “ribaltano la ‘narrazione’ del presidente del Veneto sul fallimento delle trattative. I rappresentanti della Lega continuano a fare da scaricabarile con delle giravolte imbarazzanti. Zaia continua volutamente a far confusione, mescolando il referendum del 2017 con le 23 materie. Nella scheda elettorale non c’era scritto niente di tutto ciò, ma solo un generico quesito sulla concessione di ‘maggiori forme di autonomia’: da lì si doveva partire, anziché la pretesa del ‘tutto e subito’ o la bufala del residuo fiscale, richiesta bocciata di fatto dalla Corte Costituzionale  – attacca Sinigaglia – ma quello che la Lega non vuole ammettere sono le pesanti responsabilità del ‘capitano’ Salvini che da secessionista si è scoperto sovranista e ha preferito non andare allo scontro con le Regioni del Sud, visto che lì voleva fare il pieno dei voti. La Lega ha fatto il bello e il cattivo tempo nel governo gialloverde, possibile che sull’autonomia la colpa sia esclusivamente dei Cinque Stelle a adesso si voglia subito far ricadere sul Governo nascente?”.

“Ormai Zaia sembra un disco rotto  – aggiunge Fracasso – ripete sempre le stesse cose, in cui crede solo lui. La richiesta di 23 materie è diventata una etichetta priva di contenuti credibili, fatta senza un vero confronto col territorio. Le categorie economiche del Veneto sono d’accordo con lo spezzatino delle concessioni autostradali? Sono d’accordo con il trasferimento del demanio del porto e dell’aeroporto dallo Stato alla  Regione? Non ci risulta, così come neppure ci risulta che Zaia abbia mai incontrato i rappresentanti di quei 70.000 dipendenti della scuola che vorrebbe trasferire senza nemmeno ascoltare. Il tempo degli slogan è finito, e la Lega sull’autonomia ha fallito, avendo pure il ministro agli Affari regionali. Quanto al progetto validato dai super esperti, aiuta ricordare le sonore cantonate: prima i nove decimi delle tasse, cassati, poi la legge delega, cassata, poi il Parlamento che doveva solo ratificare, cassato pure quello. A Zaia diciamo meno proclami e più sostanza, perché con i proclami ha fatto ben poca strada”.

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(Consiglio Veneto)

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