Comunicato stampa: martedì 20 agosto, i Notturni d’Arte sulle Vie della seta

Martedì 20 agosto i Notturni d’Arte portano il pubblico sulle Vie della seta con la visita guidata alle ore 21:00 alla collezione di ceramiche del Museo d’arte medioevale e moderna presso Palazzo Zuckermann, attraverso la quale è possibile ricostruire la rete di fitti scambi con l’Oriente esistente fin da epoche lontane.

La rassegna Notturni d’Arte è prodotta dall’Assessorato alla cultura e realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Le Vie della seta hanno origini antiche ed erano percorse in entrambi i sensi da epoche remote.

Ben poche tracce materiali sono rimaste del commercio medievale con l’Oriente e, in genere, non si spingono oltre la Siria e l’Anatolia. Da Venezia, e in assai minor misura da Padova, provengono soprattutto cocci di epoca fatimide o mamelucca, rare testimonianze persiane, qualche céladon e le loro imitazioni egiziane e un esemplare di porcellana bianca e blu della dinastia Ming.

Il Museo d’arte medioevale e moderna di Padova conserva una brocchetta riferibile a Herat (Afganistan), da un ambito di produzione da cui proviene anche una ciotola di bronzo fuso e inciso recante una frase di ringraziamento, recuperata da sterri effettuati nel 1878 nell’area della Reggia carrarese, prezioso ricordo delle arti suntuarie all’interno della corte della signoria padovana. Una quantità di vasellami di bronzo e ottone incisi e/o ageminati eseguita su commissione arrivava a Venezia spesso con stemmi di famiglie locali tanto da essere ora classificati col nome di metalli veneto-saraceni e da influenzare la produzione di ceramica graffita veneta. Molti, come la confettiera decorata con le armi della famiglia Zen, sono sopravvissuti, al contrario delle porcellane cinesi o delle loro copie a buon mercato prodotte in Siria e in Persia. Chi non poteva permettersi neppure queste ricorreva alle imitazioni in maiolica decorate alla porcellana magari realizzate nelle Romagne.

Le porcellane cinesi decantate da Marco Polo sarebbero arrivate in quantità solo nel XVII e XVIII secolo grazie alla Compagnia olandese delle Indie Orientali che tra il 1602 e il 1682 ne importava ben sedici milioni di pezzi. In breve tempo le porcellane bianche e blu divennero una presenza costante nelle case alla moda e anche in questo caso chi non poteva permettersele ricorreva alle imitazioni. Dai Paesi Bassi i mercati italiani venivano raggiunti per via di terra attraverso la valle dell’Adige e la risposta veneziana, oltre alle maioliche all’uso d’Olanda prodotte a Nove, era quella dei dazi e dell’importazione da Istanbul delle ceramiche prodotte a Iznik. Con la nuova moda della cineseria, seguita da quella della giapponeseria che arrivava dall’Europa settentrionale, il Mediterraneo aveva ormai perso centralità.

Info

Biglietto 5 euro, da acquistare presso l’Ufficio Iat – Informazioni e accoglienza turistica, in vicolo Cappellato Pedrocchi, fino alle ore 17:00 del giorno dell’evento, da lunedì a sabato dalle ore 9:00 alle 17:00, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle 15:00 (aperto il 15 agosto con orario festivo). Info biglietti: telefono 049 5207415
Ingresso gratuito per bambini fono a 12 anni, disabili e un accompagnatore.
Info rassegna: cell. 366 6436212, da lunedì a venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00

(Comune di Padova)

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