Sociale – Bartelle (IIC/Veneto 2020): “Legge regionale di riforma delle Ipab, in fumo la tradizionale autonomia dei comuni”

Sociale – Bartelle (IIC/Veneto 2020): “Legge regionale di riforma delle Ipab, in fumo la tradizionale autonomia dei comuni”

(Arv) Venezia, 5 ago. 2019 – “Pare proprio che ci saranno brutte notizie per gli amministratori delle Ipab polesane, perché sembra che saranno tutti commissariati. Infatti, da settimane, l’Assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, in varie occasioni, ha annunciato che presto sarà votata in Consiglio regionale la riforma delle Istituzioni di Assistenza, in pratica gli Enti Pubblici che gestiscono le nostre Case di Riposo”.

Lo afferma la consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune – Veneto 2020) che aggiunge “si tratta di un Progetto di Legge diverso da quello su cui si è discusso finora, munito anche della sottoscrizione del Presidente della Giunta Regionale, Luca Zaia”.

“La ‘riforma Lanzarin’ si snoderebbe su due direttrici – spiega in particolare la consigliera regionale – la trasformazione delle Ipab da Istituzioni Pubbliche a Fondazioni di natura privata, e la nomina di un Amministratore Unico scelto dalla Regione. Verrebbe così meno una tradizione, in molti casi secolare, di autonomia dei singoli Comuni nella gestione dei servizi sociali e assistenziali, nonché la destinazione pubblica vincolata di molti patrimoni che stanno all’origine delle Ipab e che verranno invece destinati alla speculazione privata”.

“Sarebbe interrotta, inoltre, una lunga tradizione fatta di molti amministratori scelti a livello locale e dediti al proprio incarico per passione, non certo per danaro, intenti a gestire al meglio Strutture di Assistenza sommerse da una legislazione inefficace (si pensi al contratto di lavoro), da balzelli incomprensibili (IRAP come le altre imprese) e vuoti programmatori (il Veneto è l’unica regione italiana a non avere ancora riformato le Ipab)”.

“Questo è il risultato di anni di amministrazione leghista, la stessa che oggi fonda la riforma sui fallimenti del passato – continua Bartelle – una riforma  che cancella l’autonomia dal basso, per accentrare tutto nelle mani della Giunta Regionale”.

“Chissà cosa ne pensano i cittadini che hanno votato a favore dell’autonomia di Zaia credendo che sarebbe cresciuta anche l’autonomia dei territori – sottolinea la consigliera –  In realtà, com’era facile prevedere, per la Lega la parola ‘autonomia’ sembra significare ‘opportunità di accentrare su di sé il potere del Veneto’, come già avvenuto per la sanità”.

“Nel 2020, finalmente si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale; sarà un’imperdibile occasione per cacciare la Lega e difendere la democrazia e la partecipazione dal basso nella nostra Regione – conclude Patrizia Bartelle –  salviamo il Veneto”.

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(Consiglio Veneto)

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