Agricoltura – Zanoni (PD): “Candidatura Unesco delle Colline del Prosecco, Zaia non ha rispetto dei veneti, dossier solo in inglese. Spesi 850mila euro di soldi pubblici ma niente traduzione”.

Agricoltura – Zanoni (PD): “Candidatura Unesco delle Colline del Prosecco, Zaia non ha rispetto dei veneti, dossier solo in inglese. Spesi 850mila euro di soldi pubblici ma niente traduzione”.

(Arv) Venezia, 24 set. 2019 – “850mila euro pubblici spesi per promuovere la candidatura del Prosecco a Patrimonio dell’Umanità e Zaia non solo non fa tradurre il dossier in italiano, ma non ci mette neanche la faccia in aula per spiegarne le ragioni, delegando l’assessore Bottacin. Quello della Regione e del suo presidente è un atteggiamento vergognoso, tutti i cittadini veneti hanno il diritto di sapere quali sono le motivazioni a sostegno della richiesta all’Unesco allegando la documentazione, completa di cartografia. La risposta alla mia interrogazione è una ‘non risposta’ priva di senso: cosa c’entra affermare  che l’inglese è la lingua ufficiale per presentare le candidature? Assolutamente niente! Zaia non ha rispetto dei veneti, è evidente”. Così Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, interviene “sul caso del dossier Unesco presente sul sito dell’Associazione temporanea di scopo (Ats) ‘Le Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità’, esclusivamente in inglese, dopo la replica ricevuta questo pomeriggio in aula alla sua interrogazione numero 800 del 22 luglio scorso. La Regione va contro lo Statuto del Veneto su trasparenza e partecipazione. Visti i generosi finanziamenti garantiti dai soldi dei contribuenti, è doveroso rendere i documenti accessibili a tutti, è appena il minimo sindacale. Che senso ha pubblicare in un sito italiano un dossier in inglese? Zaia dovrebbe spiegare perché, ma come al solito continua a scappare dal confronto in aula. Siamo rimasti gli unici a difendere i veneti e il loro diritto al completo accesso alle informazioni. La Lega approva leggi sul dialetto e poi è incapace di pretendere dal Consorzio, pagato profumatamente, di rendere fruibile a tutti la documentazione. La definizione di Regione come ‘casa dalle pareti di vetro’, che tanto piace al governatore è solo l’ennesimo slogan-bufala. Per questa Giunta la trasparenza si conferma un optional, neanche troppo gradito”.

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(Consiglio Veneto)

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