Alloggi popolari – Fracasso, Azzalin, Pigozzo, Sinigaglia, Zanoni (PD): “Audizione assessore Lanzarin. Legge da rivedere profondamente, le 13mila famiglie in attesa non si aiutano alzando i canoni. Servono stanziamenti pesanti nel prossimo bilancio”

Alloggi popolari – Fracasso, Azzalin, Pigozzo, Sinigaglia, Zanoni (PD): “Audizione assessore Lanzarin. Legge da rivedere profondamente, le 13mila famiglie in attesa non si aiutano alzando i canoni. Servono stanziamenti pesanti nel prossimo bilancio”

(Arv) Venezia, 5 set. 2019  –  “Le audizioni di oggi confermano la necessità di rivedere profondamente e urgentemente la legge sull’edilizia popolare. Aver generalizzato la situazione di pochi furbetti, mettendoli alla berlina come se fossero la totalità degli inquilini, ha spostato il bersaglio, nascondendo i problemi: dobbiamo tutelare le fasce più deboli, ma ci troviamo con un patrimonio di alloggi Ater invecchiato e con il fallimento del Piano strategico del 2013, tanto che ci troviamo con meno case di cinque anni fa”. È quanto afferma il Capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso, insieme ai Consiglieri regionali Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia e Andrea Zanoni, dopo aver ascoltato oggi in Seconda commissione l’assessore Manuela Lanzarin.

“I dati aggiornati, illustrati questa mattina, hanno confermato il pesante impatto soprattutto sugli anziani e i pensionati. Si è fortemente ridimensionato il numero delle persone che non hanno risposto al questionario, circa 600 di cui la metà a Venezia, ma preoccupano gli oltre 6mila over 75 che vivono soli e si trovano con un incremento di affitto insostenibile. È indubbio che le soglie Isee siano inadeguate, specialmente per chi ha messo da parte qualche risparmio. Altro che equo canone, ci sono infatti ben 5.823 ipotesi di decadenza”, affermano “sottolineando la gravità del quadro”, e aggiungono: “Siamo tornati a chiedere un intervento immediato sugli over 70 e nuclei familiari con disabili; inoltre è indispensabile fare chiarezza su come si devono comportare gli inquilini prima della modifiche, che vanno apportate con la massima urgenza. La risposta ai 13mila nuclei in attesa non può e non deve essere la revisione dei canoni, ma stanziamenti veri e pesanti, a partire dal bilancio di previsione 2020”.

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(Consiglio Veneto)

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