Lavoro – Zanoni (PD): “Operaio morto sul lavoro a Istrana: siamo di fronte a una strage quotidiana. La Regione investa seriamente sulla prevenzione rafforzando gli organici degli Spisal. Solidarietà e vicinanza ai familiari”

Lavoro – Zanoni (PD): “Operaio morto sul lavoro a Istrana: siamo di fronte a una strage quotidiana. La Regione investa seriamente sulla prevenzione rafforzando gli organici degli Spisal. Solidarietà e vicinanza ai familiari”

(Arv) Venezia, 2 set. 2019  –  “Non possiamo continuare a piangere i morti sul lavoro: siamo di fronte a una strage quotidiana, 600 vittime in Italia da gennaio a luglio, una cifra indegna di un paese minimamente civile e il Veneto, purtroppo, è ai primi posti. Non mi stanco di ripeterlo: da un lato occorre più prevenzione, con campagne di informazione e sensibilizzazione, dall’altro maggiori controlli e sanzioni più severe”. A affermarlo in una nota è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico a proposito “dell’ennesima ‘morte bianca’, avvenuta venerdì scorso a Pezzan di Istrana, dove ha perso la vita un operaio di 48 anni di Paese, schiacciato da un bancale. Sono vicino ai familiari, agli amici e ai colleghi di lavoro, ma la solidarietà non basta. La politica ha il dovere di dare delle risposte: a che punto siamo con l’attuazione del Patto per la sicurezza sul lavoro, il protocollo firmato tra Regione e parti sociali nel luglio dello scorso anno? Era prevista, fra l’altro, l’assunzione di 30 nuovi tecnici Spisal entro la fine del 2018: che fine ha fatto questo impegno? Con la calura dei giorni scorsi i controlli avrebbero dovuto essere rafforzati, perché il fisico delle persone ne risente sempre. In ogni caso, nonostante i rinforzi promessi, si tratta di numeri insufficienti: gli organici sono già ridotti all’osso e inferiori a quelli di Emilia Romagna e Toscana che hanno una popolazione inferiore, visto che viene sostituito il personale andato in pensione. Secondo i dati degli Spisal – conclude Zanoni – in dodici mesi riescono a controllare appena il 4% delle aziende presenti sul territorio, quindi un’ispezione ogni 25 anni: così è impossibile compiere un’azione davvero incisiva”.

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(Consiglio Veneto)

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