Politica – Gruppo PD: “Referendum sulla legge elettorale, il nostro NO. La Lega piega le istituzioni alla propaganda di Salvini, ma Zaia non ha il coraggio di presentarsi in aula per difendere una proposta incostituzionale”

Politica – Gruppo PD: “Referendum sulla legge elettorale, il nostro NO. La Lega piega le istituzioni alla propaganda di Salvini, ma Zaia non ha il coraggio di presentarsi in aula per difendere una proposta incostituzionale”

(Arv) Venezia 24 set. 2019 –    “Questa non è una proposta di legge per garantire governabilità e rappresentatività, la Lega si limita a obbedire al capitano Salvini, piegando alla sua propaganda il Consiglio regionale. Zaia però è il primo a non crederci e infatti non viene in aula a metterci la faccia, come ha invece fatto in occasione del referendum sulle trivelle”.

Questa la posizione del Capogruppo del Partito Democratico a palazzo Ferro Fini, Stefano Fracasso, che commenta così “la Proposta di Deliberazione Amministrativa sulla richiesta di un referendum abrogativo di una parte della legge elettorale nazionale, quella relativa all’assegnazione dei seggi con quota proporzionale, il cui voto è stato rimandato a domani mattina”.

“È comunque curiosa la conversione di Salvini sulla via di Pontida – spiega l’esponente dei Democratici –  Dopo aver definito, a suo tempo, ‘menata’ la legge elettorale, perché era doveroso occuparsi dei veri problemi del Paese, adesso questa legge è diventata la priorità assoluta. In quattordici mesi da Vice Premier, Salvini non aveva mai manifestato questa urgenza, ma, per fare chiarezza, avrebbe potuto anche semplificare il quesito: volete voi che alle elezioni un partito possa ottenere il 100% dei seggi? O, ancora, volete voi che un unico partito possa avere una maggioranza bulgara?”.

“Credo che, così formulato, il quesito referendario sarebbe stato più corretto– aggiunge Fracasso –  Certo, poi c’è sempre quel problema della Costituzione, poiché occorre un sistema immediatamente applicabile, in modo da poter andare al voto anche senza nessun intervento successivo del Parlamento”.

“Ma tutto serve a fare propaganda – conclude Stefano Fracasso – e a sottrarsi dall’occuparsi delle reali urgenze del Veneto”.

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(Consiglio Veneto)

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