Sociale – R. Barbisan (Lega Nord): “Gioco d’azzardo patologico: il Consiglio approva una legge che contrasta una piaga sociale e disciplina un comparto economico”

Sociale – R. Barbisan (Lega Nord): “Gioco d’azzardo patologico: il Consiglio approva una legge che contrasta una piaga sociale e disciplina un comparto economico”

(Arv) Venezia 3 set. 2019 –     “Il Progetto di legge approvato oggi dal Consiglio regionale consente al Veneto di dotarsi di una legge che, finalmente, affronta e combatte il complesso fenomeno che passa sotto il nome di ‘ludopatia’, ed offre allo stesso tempo una disciplina a un determinato settore economico”. Sono le affermazioni del Consigliere regionale Riccardo Barbisan (Lega Nord), primo firmatario del Pdl n. 85, testo confluito nel disegno di legge approvato oggi dall’Assemblea legislativa che contiene la normativa sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico di cui lo stesso Consigliere Barbisan è stato relatore in Aula.

“I numeri sono chiari – ricorda il Consigliere Barbisan – pur mantenendo un atteggiamento prudenziale e proiettando sulla popolazione veneta il dato medio nazionale più conservativo, ovvero lo 0,8% dì prevalenza sulla popolazione generale, si può stimare la presenza di circa 32.500 giocatori ad alto livello di problematicità sul territorio regionale; va altresì ricordato che, sulla scorta della letteratura scientifica, circa l’85-90% dei giocatori problematici non si rivolge ai servizi. E infatti, la nuova legge prevede che vengano coinvolte direttamente le ULSS che erogheranno prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico, assicurando, inoltre, consulenza e sostegno alle famiglie dei giocatori”.

“Il provvedimento, inoltre, mira a supportare chi si trova in prima linea ossia le amministrazioni locali – sottolinea Barbisan – nella tutela delle fasce più deboli dei cittadini offrendo un quadro normativo di prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo e nelle problematiche azzardo¿correlate, mettendo in campo azioni a carattere sanitario e sociale, ma anche nell’ambito della sicurezza, del decoro urbano, della viabilità, della quiete pubblica e dell’inquinamento acustico. Fondamentale la questione delle distanze: è vietata la collocazione dì apparecchi per il gioco nei locali in ragione della distanza dai luoghi di aggregazione come servizi per la prima infanzia, istituti scolastici, luoghi di culto, distinguendo tra centri con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, per i quali la distanza è di 300 metri, dai comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, per i quali la distanza è di 500 metri”.

“Di grande rilevanza anche la previsione normativa in materia di IRAP – osserva in conclusione Riccardo Barbisan – perché, se da un lato il provvedimento non poteva colpire indiscriminatamente una categoria economica che si è trovata ad agire fino ad oggi secondo le regole, dall’altro  lato la nuova legge dispone la massima maggiorazione dell’aliquota IRAP per gli esercizi nei quali si è scelto di installare gli apparecchi per il gioco d’azzardo. Una legge che colma un vuoto, quindi, e che intende affrontare in maniera realistica un fenomeno, le patologie legate al gioco d’azzardo, che rappresenta un’autentica piaga sociale”.

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(Consiglio Veneto)

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